"Richiedente asilo aggredisce operatore perché manca il wi-fi"

Un richiedente asilo ha minacciato una lavoratrice di un centro d'accoglienza in seguito a richieste riguardanti il wi-fi. Ecco cosa è successo a Cassino

"Richiedente asilo aggredisce operatore perché manca il wi-fi"

Un richiedente asilo ha aggredito un operatore di un centro di accoglienza, a Cassino, per via della mancanza di una rete wi-fi. Questo, almeno, è quanto riportato online dal quotidiano locale Ciociaria Oggi, che in questo articolo ha raccontato l'avvenimento in questione. Il migrante autore del gesto sarebbe un senegalese di ventisei anni che, dopo aver chiesto più volte la possibilità di accedere ad una rete internet, avrebbe minacciato e poi aggredito una lavoratrice del centro in cui è ospitato. "Non è la prima volta purtroppo - ha scritto la testata ciociara - che, all'interno delle strutture di accoglienza, si registrano simili episodi proprio a causa dell'insistenza con la quale gli ospiti esigono il servizio wi-fi che viene utilizzato per parlare con i familiari o i connazionali". Secondo quanto scritto su Il Punto a Mezzogiorno, poi, la dipendente della cooperativa, in riferimento a quanto subito, si sarebbe rivolta al commissariato di polizia. Il richiedente asilo, quindi, sarebbe stato denunciato per minacce aggravate.

E in effetti la città martire era già finita sulle cronache per via di episodi simili o comunque ascrivibili a comportamenti tenuti da alcuni migranti. Un altro senegalese, proveniente da un Cta, era stato fermato durante lo scorso gennaio per via del possesso di 230 grammi di hashish e marijuana rivenuti all'interno di uno zaino. Sempre a Cassino, altri richiedenti asilo avevano protestato davanti al locale commissariato di polizia per il mancato accesso alla rete wi-fi. Un nigeriano, ancora, era stato accusato di tentato omicidio per aver inferto un colpo di striscio ad un altro migrante in seguito ad una diverbio, come abbiamo riportato qui. Un episodio, quest'ultimo, che era avvenuto poche settimane fa, davanti alla sede di una cooperativa in via del Carmine.

Il sindaco Carlo Maria D'Alessandro, relativamente alle possibili conseguenze di un'immigrazione incontrollata, le stesse che starebbero interessando la città che amministra, aveva rilasciato questa dichiarazione: "Per quanto riguarda l'emergenza migranti e la sicurezza dei cittadini, stiamo mettendo in campo tutte le dovute azioni necessarie per tutelare i residenti - aveva sottolineato -. E ancora:"Ci è stato da poco finanziato un progetto di 850 mila euro che permetterà, tra le altre cose, anche l'attivazione e l'installazione di nuove telecamere collegate direttamente con le sale operative delle forze dell'ordine". "Per quanto concerne il continuo arrivo di richiedenti asilo - aveva aggiunto - come Comune abbiamo le mani legate.

"Ho emesso un'ordinanza per far sgombrare una struttura della città perchè non insistevano le condizioni igienico sanitarie per far soggiornare centinaia di migranti, con tanto di certificazione della Asl, ma il Tar del Lazio, dove la cooperativa assegnataria per la gestione dei profughi ha impugnato l'atto amministrativo, ci ha comunicato che l'unico organo competente a verificare le condizioni per il soggiorno dei richiedenti asilo sono le Prefetture ed ha anche sospeso l'efficacia del provvedimento da me emesso". Niente possibilità di sgombero, insomma, e "mani legate" per l'amministrazione comunale.

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