Roma è la capitale dei rom, lo dice un rapporto dell'Associazione 21 Luglio

Roma, con i suoi 17 insediamenti di cui 6 formali e 11 “tollerati”, è la città italiana dove si concentrano il maggior numero di accampamenti rom

Roma è la capitale dei rom, lo dice un rapporto dell'Associazione 21 Luglio

Mentre Matteo Salvini indica la “ricognizione della situazione dei campi rom” tra le priorità del governo, la città di Roma conquista l’ennesima maglia nera. È lei la Capitale dei rom. A dirlo è l’ultimo rapporto pubblicato dall’Associazione 21 Luglio, presentato oggi in Senato. L’Urbe, con i suoi 17 insediamenti di cui 6 formali e 11 “tollerati”, è la città italiana dove si concentrano il maggior numero di accampamenti e favelas. E questo a dispetto dei proclami della sua amministrazione che, ormai un anno fa, aveva annunciato il progressivo superamento dei campi rom.

“Nella Capitale - si legge nel rapporto - nonostante le aspettative create a fine 2016 con la memoria di Giunta e il Progetto di inclusione rom presentato dalla sindaca Raggi che aveva come obiettivo il graduale superamento dei campi presenti all’interno della città, nel 2017 non è stato di fatto avviato alcun processo di inclusione”. L’emblema del fallimento dei buoni propositi dell’amministrazione pentastellata è sicuramente il Camping River di via Tiberina che, stando alla road map capitolina, avrebbe dovuto chiudere entro lo scorso 30 settembre. Il condizionale è d’obbligo perché, all’alba del 18 giungo, la ricollocazione dei nomadi resta un miraggio. E così, naufragate tutte le ipotesi previste dal piano, gli oltre 400 ospiti dell’accampamento non hanno ancora abbandonato i container.

Ma l’allarme sulla proliferazione di baraccopoli formali ed informali non riguarda solo la città di Roma. Anche nel 2017, stando ai dati raccolti dalla 21 Luglio, l’Italia si conferma “Paese dei campi”. Sarebbero 148 gli insediamenti formali, distribuiti in 87 comuni di 16 regioni dello Stivale, per un totale di circa 16.400 abitanti. All’interno delle bidonville informali, invece, le presenze sitmate sono 9.600.

A denunciare la mancata integrazione dei nomadi è Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 Luglio, che proprio oggi è stato protagonista di un acceso botta e riposta con il neoministro dell’Interno, nel quale gli ha ricordato che “un censimento su base etnica è vietato dalla legge”. La conclusione è amara. “Ancora una volta - spiega il numero uno della 21 Luglio - ci troviamo a dover constatare il fallimento delle politiche di inclusione rivolte a rom e sinti in emergenza abitativa”.

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