Lo scrittore dem esulta per lo sfregio a Montanelli: "Simbolo di razzismo e cultura dello stupro"

Sulla sua pagina Facebook lo scrittore e assessore alla Cultura del III Municipio di Roma, Christian Raimo, celebra le gesta dei collettivi milanesi: "Montanelli? Simbolo di razzismo e cultura dello stupro"

Lo scrittore dem esulta per lo sfregio a Montanelli: "Simbolo di razzismo e cultura dello stupro"

La foto della statua dedicata al giornalista Indro Montanelli imbrattata con la vernice rossa e un gioco di parole: "L’Italia s’è Destà". Così Christian Raimo, intellettuale, scrittore e assessore alla Cultura del III Municipio di Roma, guidato dal Pd, esalta sui social la furia iconoclasta dei collettivi milanesi. Poi, in un lungo post, la spiegazione del perché tutti dovrebbero schierarsi a difesa dell’impresa degli imbrattatori del Laboratorio Universitario Metropolitano (Lume), che sull’onda delle proteste globali si sono votati all’abbattimento degli "idoli di un mondo che non deve più esistere".

"Difendere la statua di Montanelli in questo momento vuol dire difendere il razzismo, la cultura dello stupro, un fascismo mai veramente abiurato", afferma Raimo. "Il Montanelli gambizzato dalle Br, il Montanelli arguto osservatore della società italiana, il Montanelli uomo libero nei confronti di Berlusconi non scompaiono certo – rimarca - ma non occupano più il centro della scena, e non tolgono di mezzo il Montanelli simbolo di razzismo, cultura dello stupro, e criptofascismo".

La battaglia simbolica dei ragazzi armati di vernice e bomboletta spray, secondo lo scrittore, "mostra come si può essere grandi penne, liberali, arguti, vittime di un attentato, ma anche razzisti, colonialisti, stupratori, criptofascisti, e come nella società italiana questi due atteggiamenti abbiano potuto pacificamente coesistere e possano pacificamente coesistere". "Il problema che solleva chi mette in discussione i simboli – continua - è proprio questo pacificamente".

Il fatto che "tra le schiere ogni giorno più nutrite di difensori della statua di Montanelli non ci siano praticamente donne", osserva ancora il giornalista, "è che la cultura dello stupro, il maschilismo, il razzismo, sono tollerati in un contesto di dibattito pubblico in cui l'egemonia dei maschi bianchi over 60 è quasi un monopolio".

E Raimo, che non è nuovo a "liste di proscrizione" contro i "fascisti", la più celebre quella gli costò l’esclusione, un anno fa, dal Comitato editoriale del Salone del Libro di Torino, sul suo profilo Facebook fa l’elenco dei colleghi che si sono schierati in queste ore in difesa del monumento al giornalista nei giardini di via Palestro, dove Montanelli fu gambizzato nel ’77 da un commando delle Br.

"La levata di scudi a difesa di Montanelli è impressionante – scrive ancora Raimo rispondendo ad un commento al post - e solo elencare chi leva gli scudi dà un quadro del contesto intellettuale italiano". Poi la proposta di una "petizione": si voti "a maggioranza" per decidere se la statua deve restare o meno.

Una posizione in linea con quella dei consiglieri milanesi del Pd,

che nei giorni scorsi avevano chiesto al sindaco Beppe Sala di discutere in consiglio comunale la proposta del gruppo antifascista Sentinelli, di rimuovere dai Giardini Pubblici la statua dello scrittore.

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