Spuntano le strisce arcobaleno: nella bufera il marito della Cirinnà

Il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, ha dipinto con i colori dell'arcobaleno le strisce pedonali davanti al municipio in risposta ad una campagna di Pro Vita contro il Ddl Zan

Spuntano le strisce arcobaleno: nella bufera il marito della Cirinnà

Dal palco del primo maggio al litorale romano. Lo scontro sul ddl Zan si sposta alla foce del Tevere dove è scoppiata una vera e propria "guerra" tra il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, e la Onlus Pro Vita e Famiglia. Tutto nasce dai camion vela dell’associazione che nei giorni scorsi transitavano per la cittadina sponsorizzando messaggi contro il disegno di legge sull’omotransfobia in discussione in commissione Giustizia al Senato. In particolare, i manifesti chiamavano in causa "favole gender" e "atleti trans". E pure la senatrice del Pd Monica Cirinnà, annoverata tra i sostenitori più convinti del ddl. La quale, oltre che essere madrina delle unioni civili, è anche moglie del primo cittadino, che, per tutta risposta, ha cambiato look alle strisce dell’attraversamento pedonale che porta al municipio dipingendole con i colori dell’arcobaleno.

"È stata un'idea del mio staff", dice Montino in un’intervista al Corriere della Sera. "Siamo in democrazia, ma non è normale", continua il sindaco a proposito dell'iniziativa dei pro vita, facendo notare come il nome della moglie compaia solo nella campagna lanciata nella città del litorale romano. "Così – accusa - si crea un clima pesante, d'odio, favorevole al linciaggio". Il timore, confessa ancora al Corriere, è che lui e sua moglie possano essere presi di mira da qualche testa calda. "La democrazia va bene, - aggiunge - ma non per insultare i parlamentari o la moglie del sindaco". Così è arrivata l’idea delle strisce rainbow "per invitare tutti a entrare in Comune, che è sede di tolleranza e di dialogo".

"Gli elettori devono essere informati che senatori come Monica Cirinnà e Alessandra Maiorino sostengono la proposta di legge contro l’omotransfobia", ribatte il presidente dell’associazione, Toni Brandi in una nota. Ma in Comune è già scoppiato il putiferio, con la Lega che ha annunciato la convocazione della commissione trasparenza per accertare se l’atto sia legittimo, visto che il codice della strada impone che le strisce pedonali siano bianche e ben visibili. "Già abbiamo chiesto il ripristino della segnaletica", dice al ilGiornale.it il capogruppo leghista al comune, Vincenzo D’Intino.

"Da quello che ci risulta c’è una ditta che fa dei servizi per l’amministrazione che è stata chiamata per imbrattare la segnaletica stradale – va avanti il consigliere della Lega –. Si tratta dell’ennesima iniziativa di propaganda, una boutade culturale su un tema serio che andrebbe discusso senza ricorrere a pagliacciate del genere". "Amministrare un comune – accusa – non significa fare ciò che si vuole dei luoghi pubblici. E il fatto che la moglie del sindaco sia uno dei maggior sponsor del ddl Zan lascia pensare che c’è anche un secondo fine, quello di sponsorizzare un’azione di governo portata avanti dal partito della consorte".

Intanto, il sindaco minimizza: "È un atto simbolico, le abbiamo messe nella strada che dal parcheggio porta all'ingresso del Comune. Non ci sono pericoli, non si rischia nessun incidente". E accusa il capogruppo di aver "urlato" in aula. D'Intino replica che la questione non è stata ancora discussa. Ma la battaglia è appena iniziata.

Ieri qualcuno ha imbrattato le strisce arcobaleno scrivendoci sopra "No ddl Zan". Il sindaco si è subito adoperato per passare un'altra mano di vernice. E non esclude altre azioni simboliche a sostegno del ddl contro l’omotransfobia.

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