Il metereologo mandato nei gulag: per Stalin era "troppo brillante"

Chi era Aleksej Feodos’evich Vangengejm, meteorologo d'avanguardia dell'Urss

Il metereologo mandato nei gulag: per Stalin era "troppo brillante"

Il socialismo, diceva Lenin, era il potere dei soviet più l’elettrificazione. Per il meteorologo Aleksej Feodos’evich Vangengejm invece era i soviet più le energie rinnovabili. Già, proprio così. Scienziato assolutamente d’avanguardia, creatore di un’impresa mastodontica come il Servizio idrometeorologico unificato dell’Urss, in anticipo sui tempi, Vangengejm aveva progettato di fornire l’energia elettrica non secondo i metodi più tradizionali ma con una foresta di pale eoliche che andasse dallo stretto di Bering e dalla Kamchatka fino alle coste del Mar Nero.

Studente assai brillante, Vangengejm aveva cominciato a farsi notare occupandosi di pluviometria, di igrometria e di pressione barometrica. Nella Prima guerra mondiale fu a capo del servizio meteorologico in Galizia e le sue conoscenze in battaglia furono fondamentali: prevedere pioggia e vento serviva a rendere efficaci e precisi gli attacchi con i gas mortali. Proposte avveniristiche per gli Anni Trenta: eppure Vangengejm è stato completamente dimenticato.

"Nel 1934 - scriveva - avrei dovuto concludere il primo atlante della distribuzione dell’energia dei venti in Urss. Sarà sicuramente pubblicato. E così sarà per il catasto del sole… Ben presto i vasti territori dell’Unione Sovietica saranno elettrificati dall’energia del vento. Senza di me, però", rilevava.

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