Quelle strane manovre dei satelliti militari russi. Cosa sta succedendo

Tre satelliti della serie russa Cosmos hanno effettuato strane manovre in orbita bassa compatibili con tattiche di guerra antisatellite

Quelle strane manovre dei satelliti militari russi. Cosa sta succedendo
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Un trio di satelliti russi segreti lanciati all'inizio di quest'anno ha rilasciato un oggetto misterioso in orbita per poi compiere manovre e operazioni di prossimità in orbita polare, a circa 585 chilometri dalla superficie terrestre (orbita bassa).

I tre satelliti, denominati Cosmos 2581, 2582 e 2583, sono stati lanciati su un razzo Soyuz-2.1V dal cosmodromo di Plesetsk la mattina del 2 febbraio e da allora hanno mostrato un comportamento interessante: la U.S. Space Force, il 18 marzo, ha osservato un nuovo oggetto in orbita, che è stato probabilmente rilasciato da Cosmos 2581, e sebbene la Russia non abbia rilasciato dettagli sui satelliti in questione e sulla tipologia di missione (molti lanci Cosmos sono secretati), ci sono indicazioni che possa essersi trattato di un'esercitazione di guerra Asat (Anti Satellite). In particolare, l'oggetto rilasciato potrebbe essere utilizzato per ispezionare altri satelliti o come veicolo killer per colpirli e disabilitarli in orbita.

Perché possiamo affermarlo? Perché le traiettorie e le manovre dei satelliti russi sono molto simili a quelle di altri eventi precedenti, come quello avvenuto a luglio 2020, quando dal satellite Cosmos 2543 è stato rilasciato un oggetto in prossimità di un altro satellite russo. L’attività del satellite russo, monitorata dai radar dell'U.S. Space Command, era stata di tipo non distruttivo, ma simile ad altre svolte in passato: il 23 agosto 2017 il Cosmos 2519, un satellite che ufficialmente dovrebbe essere impiegato per la geodesia, ha rilasciato un subsatellite in una manovra molto simile a quella compiuta dal Cosmos 2543 a luglio 2020. Questo tipo di attività dei satelliti russi è fonte di preoccupazione per la Difesa statunitense, specialmente quando, nel corso di questi test, si avvicinano ai satelliti Usa: lanciati a novembre e dicembre 2019, Cosmos 2542 e Cosmos 2543 avevano attivamente manovrato vicino ai satelliti del governo degli Stati Uniti che operano, guarda caso, sempre in orbita bassa.

Le manovre effettuate dai tre satelliti russi messi in orbita questo febbraio, potrebbero essere una simulazione di tattiche di attacco e difesa per aumentare l'efficienza della loro Space Warfare, in particolare quanto visto sui radar statunitensi a marzo potrebbe effettivamente essere una tattica di attacco a un altro satellite. Potrebbe sembrare di poca importanza, ma effettuare manovre di avvicinamento a un oggetto in orbita, e perfino circondarlo, richiede una complessità di calcolo di traiettoria non indifferente e mezzi in grado di rispondere prontamente ai comandi.

La guerra Asat ha tutto uno spettro di sistemi utilizzabili (armi a radiofrequenza installate su satelliti, laser di grande potenza basati a terra, veicoli di manovra per operazioni spaziali come satelliti mina e lancio di missili antisatellite da terra e da velivoli) ed è molto importante perché permette di accecare l'avversario e depotenziare il suo sistema di comunicazione, e quindi di comando e controllo.

La space situational awareness, ovvero la capacità di osservare (e predire) quello che accade in orbita, è pertanto oggi più che mai importante per contenere o cercare di eliminare le minacce date dagli assetti spaziali “killer” e preservare la rete di satelliti da osservazione/sorveglianza e di allarme precoce. Gli Stati Uniti, in tal senso, già nel 2016 quindi prima della nascita della U.S.

Space Force (2019), avevano attivato la Smf (Space Mission Force), un reparto inquadrato nel 50esimo Space Wing di base a Schriver (Colorado) posto sotto il controllo diretto del Comando Spaziale (Afspc) con il compito di monitorare ed impiegare al meglio tutti i sistemi satellitari militari e di intraprendere azioni offensive e difensive volte a mantenere la supremazia americana in questo campo di battaglia.

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