Carige, ex soci verso il risarcimento

La Corte Ue smentisce la Bce sul commissario: "Un errore"

Carige, ex soci verso il risarcimento

«Un errore di diritto». Questo è stato, secondo la Corte di giustizia Ue, il commissariamento straordinario di Banca Carige stabilito nel 2019 dalla Banca centrale europea. La sentenza, arrivata ieri, ha dato ragione al ricorso della piccola azionista Francesca Corneli e ha annullato il provvedimento della Bce. Tuttavia, è difficile che ci saranno ricadute pratiche, se non in termini di risarcimento danni agli ex azionisti.

La storia da allora ha fatto il suo corso: nel frattempo l'istituto ligure è tornato all'amministrazione ordinaria (febbraio 2020), è rientrato in Borsa (luglio 2021), per uscirne di nuovo al recente completamento dell'Opa di Bper (20 settembre), in cui sarà incorporato tra neppure un mese. Da qui non si dovrebbe tornare indietro. Anche se la Corte ha dato ragione agli azionisti e torto alla Bce. Il Tribunale ha contestato all'istituto centrale un errore di diritto. In sintesi estrema, l'articolo del Testo unico bancario addotto per la decisione non prevede lo scioglimento del cda e l'amministrazione straordinaria, per cui sarebbero servite gravi violazioni o irregolarità, gravi perdite di patrimonio o una richiesta degli organi o dell'assemblea. Il commissariamento di Carige arrivò dopo la bocciatura dell'aumento di capitale da 400 milioni proposto all'assemblea del 22 dicembre 2018 per il mancato voto dei soci di maggioranza, la famiglia dell'imprenditore Vittorio Malacalza, in quel momento al 27,7% del capitale. «Desideravano che fossero loro comunicati, da un lato, il piano industriale e, dall'altro, il bilancio di esercizio della banca del 2018», ricorda la sentenza della Corte Ue.

Nessun commento da Carige e da Bce, che valuterà il ricorso alla Corte di giustizia Ue. Silenzio dei Malacalza, che tra un paio di settimane dovrebbero aver sentenza su identico ricorso. Soddisfatta Corneli «per tutti gli azionisti più piccoli e più grandi che per anni hanno sostenuto molti aumenti di capitale e sono poi stati obbligati a essere ex azionisti». Da vedersi una azione risarcitoria, ha fato sapere. «Stiamo pensando di organizzarci per aprire una causa di rivalsa contro Bce sulla base anche degli ultimi sviluppi», ha detto Franco Corti dell'associazione Voce degli azionisti.

I Malacalza da parte loro hanno già presentato alla Corte Ue una richiesta di danni per 875 milioni a Bce, dopo aver chiesto in altra causa a Genova 480 milioni a Carige, alla trentina Cassa centrale banca (coinvolta inizialmente nel riassetto) e al Fitd.

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