Bonomi: "Contro Quota 100. Servono riforme"

Il presidente degli industriali Carlo Bonomi, al termine del convegno di Napoli promosso dai giovani imprenditori, critica le scelte degli ultimi governi in materia di pensioni

Bonomi: "Contro Quota 100. Servono riforme"

Il nodo pensioni ha animato la giornata conclusiva del trentaseiesimo convegno dei giovani imprenditori che si è tenuto, ieri e oggi, nel centro congressi della Stazione Marittima di Napoli. Sugli scudi il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, il quale non ha risparmiato critiche agli ultimi governi, accusati di aver compiuto scelte poco efficaci sul sistema pensionistico. “Quota 100 – ha ribadito Bonomi – non ci è mai piaciuta. Ricordo che ci era stato detto che per ogni persona che andava in pensione ne venivano assunte tre, i dati dell'Istat dicono 0,4, quindi tutt’altro. Una manovra che ci è costata tanto e non ha raggiunto gli obiettivi”. Il presidente di Confindustria ha sottolineato come ci siano sul tavolo ben nove sistemi di prepensionamento, troppi, e si può creare solamente confusione.

“Credo – ha continuato il massimo rappresentante degli industriali – che ci sia il problema delle attività usuranti e su questo dobbiamo lavorare. Lo scalone va affrontato, ma la questione principale penso siano le quote”. Al centro del dibattito resta la questione dell’occupazione e per questo motivo Bonomi auspica che ci siano maggiori risorse sul taglio del cuneo fiscale. “È il quinto al mondo – ha evidenziato – lo dice l’Ocse”. La posizione di Confindustria è chiara: dare il via a questo tipo di provvedimento per mettere più soldi in tasca ai lavoratori e stimolare la domanda interna che è rimasta ferma. La competitività dei prodotti e il rilancio delle imprese sono risultati che passano attraverso l’inevitabile taglio al costo del lavoro.

Le aree strategiche dove bisogna intervenire con maggiore forza, secondo Confindustria, sono due: il sud e la Capitale. “Se riusciremo a fare una crescita importante in queste due zone – ha dichiarato Bonomi – credo che ripartirà tutto il Paese. Le risorse ci sono dobbiamo fare le riforme per scaricarle a terra". Il mondo industriale può dare una mano grazie alla nuova schiera di giovani imprenditori che nella due giorni di Napoli hanno fatto sentire la loro voce, mettendosi a disposizione dei più anziani per effettuare il giusto ricambio nei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa.

In tema di pensioni, intanto, c’è la presa di posizione della Cgil. Per l’organizzazione sindacale guidata da Maurizio Landini, l’idea del governo di promuovere nel 2022 Quota 102 con 64 anni di età e 38 di contributi e Quota 104 nel 2023, con l’uscita dal mondo del lavoro a 66 anni, sarebbe “una misura inutile”.

Diverse persone, come riporta la Repubblica, hanno già maturato i requisiti necessari per ricevere l’assegno grazie a Quota 100 e quindi l’impatto di questi nuovi provvedimenti, così come presentati, sarebbe di poco conto.

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