FederelegnoArredo: il termometro segna febbre alta

I dati del "Termometro vendite": dal 2007 al 2012 in fumo oltre 15 miliardi di fatturato alla produzione e 70mila posti di lavoro. Chiuse o fallite 14mila imprese. Snaidero: "Non vorrei che per l'inettitudine di qualcuno questo comparto vitale per la nostra economia sparisse"

FederelegnoArredo: il termometro segna febbre alta

Lo chiamano “Termometro Vendite”. In realtà è l’indagine periodica del centro studi di FederlegnoArredo. I cui risultati sono stati presentati a Milano dal presidente Roberto Snaidero, dal suo vice-vicario, Giovanni Anzani (numero uno di Poliform) e dal direttore generale Giovanni De Ponti. Una presentazione preceduta da un comunicato dal titolo emblematico: “Inizio 2013 in apnea, mercato interno fermo o in arretramento per il 90% delle nostre imprese”.

Basta e avanza per capire subito in quale crisi è piombato il settore. Le cui istanze, presentate da mesi al governo Monti, sono ancora avvolte da un inspiegabile quanto assordante silenzio. “Riteniamo inderogabile inserire gli arredi fra le detrazioni Irpef del 50% previste per le ristrutturazioni edilizie - dice Roberto Snaidero -. I risultati del Termometro confermano i drammatici dati di preconsuntivo sul mercato nazionale”.

In sostanza le vendite 2012 in Italia perdono un ulteriore 10% sul 2011. Di moderatamente positivo (+4% circa) le vendite all’estero. “La maggior parte delle imprese – aggiunge Giovanni Anzani – ha evidenziato un trend negativo sul mercato interno: soltanto le realtà con una forte propensione all’export sono riuscite a evitare pesanti perdite di fatturato. Molte nostre imprese non ce l’hanno fatta. Ce ne sono altre che non potranno farcela. Le politiche di questi ultimi anni stanno uccidendo la nostra cultura del saper fare”. Poi Anzani si chiede e chiede: “Perché non abbassare l’Iva al 4% per l’acquisto di appartamenti semiarredati, il cui importo venga inserito nel mutuo pagabile in vent’anni? Altri Paesi ci credono e quei governi garantiscono le banche... Qui l’edilizia è ferma. E chi ha i soldi ha paura di spenderli”.

“Non vorrei che per l’inettitudine di qualcuno questo comparto di punta della nostra economia sparisse”, è la riflessione finale di Roberto Snaidero. I dati in sintesi. Dal 2007 a oggi il macrosistema LegnoArredo ha lasciato per strada circa 15 miliardi di fatturato alla produzione, celebrando i funerali di oltre 14mila imprese e di 70mila posti di lavoro. Il solo macrosistema Arredamento ha drammaticamente evidenziato, infine, un calo del 46% (da 17,383 miliardi del 2007 ai 9,273 del 2012).

Infine il macrosistema Legno-EdiliziaArredo: -6,455 miliardi, -31mila posti di lavoro, -8.885 aziende chiuse o fallite. Un “successo” del governo degli economisti bocconiani. Non c’è che dire. Molto attenti all’Europa. E così distratti sulle questioni vitali di questo dannato Paese.

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