Giallo su Imu-Tasi: ipotesi unificazione sulle seconde case

L'idea è al vaglio del governo e può portare a nuovi aumenti delle tariffe Martedì incontro Regioni-premier: rischio tagli dalla legge di Stabilità

RomaNella legge di Stabilità potrebbe spuntare qualche sorpresa sulle seconde case. Una idea al ministero dell'Economia circola, ma non è detto che passi. Da via XX settembre si continua ad assicurare che non sarà un aumento della tassazione sulla casetta al mare per finanziare la detassazione dell'abitazione principale. Nessuna «traslazione di imposta».

Ma qualche brutta sorpresa, soprattutto per i proprietari, potrebbe spuntare. Il sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti, in una audizione alla commissione sul Federalismo fiscale, ha assicurato che non ci sarà nulla oltre all'abolizione di Imu e Tasi sulle prime case. «L'unica altra modifica che si sta valutando se operare o meno, è quella della riunificazione della Tasi nell'Imu per tutti gli immobili diversi dall'abitazione principale, ferma restando la previsione di una aliquota unica esattamente pari alla sommatoria delle due aliquote attuali».

L'intervento di riduzione delle tasse per Zanetti deve essere «chiaro e inequivoco, tanto nella sua sostanza quanto nella sua percezione» che «induce a inserire questo provvedimento in un contesto di estrema chiarezza e cioè in un contesto in cui siano nulle, o comunque ridotte al minimo, le modifiche alla disciplina della fiscalità degli immobili nel complesso».

Sarebbe una buona notizia, se non si incrociasse con un annuncio, di poco tempo prima, del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, cioè l'eliminazione della Tasi sulle prime case anche per gli inquilini. Se l'aliquota rimane la stessa, questo significa che la parte oggi pagata dagli affittuari, tornerà a gravare solo sui proprietari.

A sollevare i primi dubbi è Confedilizia, con il presidente Giorgio Spaziani Testa. Intanto, il fatto che si unisca la tassa sui servizi e l'Imu «è la definitiva dimostrazione che le due imposte non sono altro che una patrimoniale unica. È positiva la semplificazione, ma non si risolve il problema alla radice, con la creazione di una unica tassa dei servizi a carico di chi occupa l'immobile».

Al contrario, se l'aliquota massima applicata dai sindaci (o meglio la somma delle due aliquote) resterà la stessa, cioè il 10,6 per mille, toccherà ai proprietari pagare la detassazione degli inquilini. Nodi che non sono stati sciolti. Tanto che l'unione tra le due aliquote resta ancora una ipotesi tutta da studiare.

Ma c'è un altro problema. L'aliquota che resterà invariata, spiega il presidente dei proprietari immobiliari, potrebbe diventare quella del 11,4 per mille in vigore da due anni e non quella ordinaria del 10,6 per mille. E sarebbe un'altro aumento di imposta mascherato.

Sulla legge di Stabilità, la trattativa ora si concentra sulle regioni. Martedì prossimo i governatori incontreranno il premier Matteo Renzi per cercare di evitare tagli che metterebbero a rischio i servizi. Sulle pensioni continua il pressing sul governo per allargare i cordoni e si aggiunge anche il capitolo contratti, con ipotesi di detassazione.

Troppa carne al fuoco per il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che è a caccia di coperture. Ieri l'aula del Senato ha approvato il rinvio del pareggio di bilancio al 2018 contenuto nella nota del Def. Altri sconti da parte della Commissione europea sono esclusi.

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