La milanese Satispay diventa "un unicorno": ecco cosa significa

Satispay è una realtà milanese che conta su 3 milioni di utenti e che, grazie a un finanziamento di 320 milioni di euro, è entrata nel club degli unicorni

La milanese Satispay diventa "un unicorno": ecco cosa significa

Un unicorno è un’azienda che raggiunge il valore di un miliardo di dollari. Un club elitario che a livello globale include nomi molto noti, tra i quali Airbnb e BlaBlaCar ma che in Italia ha quattro soci, considerando in modo un po’ arbitrario Depop, startup britannica nata e cresciuta nell’incubatore italiano H-Farm alla quale si aggiunge Yoox (attiva nel luxury online), Scalapay e la nuova entrata Satispay.

Scalapay, che offre pagamenti dilazionati online, è entrata nell’elenco degli unicorni all’inizio del 2022 mentre Satispay ha staccato il tagliando di ingresso proprio in questi giorni, in virtù di un finanziamento di 320 milioni di euro. Nel mondo gli unicorni sono poco più di 1.200, 170 circa dei quali in Europa. L’Italia ne conta soltanto tre (più uno ad honorem) ma considerando le politiche pro-startup attuate da Francia, Germania e Regno Unito – laddove si concentra il più alto numero di startup di successo - è un risultato notevole. Scalapay e Satispay si situano nel settore della Fintech, contrazione dei termini inglesi Finance e Technology, ed è un’innovazione che riguarda il mondo della finanza, fatta mediante nuovi prodotti, nuovi servizi ma anche e soprattutto grazie a modelli di business innovativi. La Fintech è un’area capace di attirare capitali perché in grado di svecchiare il mondo della finanza, un settore grande che nasconde due facce: da una parte si dimostra elefantiaco e dall’altra risponde alle sollecitazioni dell’innovazione.

Cosa fa Satispay

Fondata nel 2013 da Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta, ha sviluppato un’applicazione mobile per il pagamento digitale e il trasferimento di denaro.

Oggi conta 3milioni di utenti e dà lavoro a 300 persone. La rete include anche 200mila esercenti che accettano pagamenti Satispay e sono numeri in costante crescita. La startup ha ampliato la propria rete anno dopo anno, fino a diventare oggetto di osservatori internazionali e si è dimostrata in grado di attirare finanziamenti multimilionari. Al round di finanziamento da 320 milioni di euro che si è appena concluso hanno partecipato i fondi statunitensi Addition e Greyhound (che aveva già finanziato la startup nel 2018) oltre a Block, nota ai più con il nome di Square, azienda Fintech fondata dall’ex Ceo di Twitter Jack Dorsey). C’è anche un investitore italiano, Banca Mediolanum, e questo è indice di quanto le realtà aziendali italiane facciano più proseliti all’estero che in patria.

Quando nel 2021 il governo Conte ha introdotto il Cashback di Stato, Satispay si è fatta trovare pronta garantendo ai propri clienti la possibilità di parteciparvi senza bisogno di avere uno Spid, dando così una spinta ulteriore alla diffusione dell’app.

Cosa vuole fare Satispay

Il fondatore Alberto Dalmasso ha le idee chiare: desidera che Satispay diventi il sistema di pagamento più diffuso in Europa. Un’aspirazione di spessore che ha già una forma precisa nella mente dei fondatori, tant’è che intendono raddoppiare la forza lavoro, portando a 600 il numero dei dipendenti.

Un processo di internazionalizzazione che richiede fondi ma anche coraggio e capacità di lettura dei mercati esteri, le cui filosofie nei confronti dei pagamenti digitali sono più profonde e spiccate, come dimostra il passaporto dei fondi di investimento e delle realtà aziendali che hanno riversato fiducia in Satispay, azienda alla quale va il merito – insieme agli altri unicorni tricolore – di dimostrare che anche in Italia si possono creare imprese di valore.

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