Spread e mutui: ecco quale prestito scegliere

Lo spread continua a salire. Di fatto le tensioni tra il governo e Bruxelles sulla manovra agitano e non poco i mercati. E arrivano i primi effetti sui mutui

Spread e mutui: ecco quale prestito scegliere

Lo spread continua a salire. Di fatto le tensioni tra il governo e Bruxelles sulla manovra agitano e non poco i mercati. E le conseguenze di queste turbolenze cominciano ad essere avvertite anche sui mutui. Il loro costo comincia a salire e gli istituti di credito iniziano ad alzare le barricate sul fronte dei prestiti. E così chi si accinge proprio in questi giorni ad accendere un mutuo dovrà fare attenzione alle scelte, ovvero se propendere per un mutuo a tasso fisso o per un mutuo a tasso variabile.

C'è una grande differenza tra i mutui che sono stati stipulati prima della turbolenza dello sperad e quelli in fase successiva con l'alatalena sui mercati già avviata. Per chi ha stipulato un mutuo a tasso fisso nei mesi scorsi le variazioni saranno quasi nulle, le grandi novità invece riguardano chi deve chiudere un contratto proprio in questi giorni. Secondo quanto riportato dal Sole 24Ore alcuni istituti bancari tendono in questo periodo a rallentare i tempi per la concessione del mutuo: di fatto vengono dilatati i tempi per portare a scadenza alcuni prventivi precedenti allo sbalzo dello spread per poi proporre i nuovi tassi aggiornati alla situazione attuale. Una differenza sarà invece percepita da chi ha stipulato nelle scorse settimane un mutuo a tasso variabile: "Chi, cioè, ha contratto con una banca, anche prima che lo spread tra BTP e BUND subisse gli attuali rialzi, un mutuo a tasso variabile, potrebbe vedere aumentare i tassi di interesse a causa, indirettamente, del rialzo dello spread. Anche per i mutui già contratti nel passato, quindi, si presentano problemi causati dallo spread. Per i mutui stipulati ora, nonché futuri, i problemi inerenti a tassi di interesse elevati sono invece assai probabili", spiega l'avvocato Luca Cavenari, esperto del settore, (infoquestionibancarie@gmail.com).

Infine Cavenari sottolinea l'importanza di monitorare i costi effettivi del mutuo e di tenere d'occhio la rata: "Ogni discorso concernente lo “stare tranquilli” se si guarda solo a quanto c’è effettivamente scritto nei contratti bancari cessa di avere rilevanza se, nell’addebito sul conto corrente, sono applicati, effettivamente tassi di interesse più elevati di quelli previsti nel contratto, o rispetto a quelli legali.

Come spesso purtroppo è capitato nel passato, alcuni istituti bancari, nei momenti nei quali si trovano in difficoltà economica (come in questo momento, dove gli istituti, detentori di ingenti quantità di Titoli di Stato italiani, ne vedono diminuire il valore) scaricano de facto costi più elevati, sotto forma di interessi e spese non dovute, sui correntisti".

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