
Utile netto di 5,5 miliardi (-70%), ricavi netti pari a 156,9 miliardi (-17%), consegne consolidate giù del 12% e un flusso di cassa industriale negativo per 6 miliardi che riflette la contrazione dei profitti e l'impatto temporaneo del capitale circolante dovuto agli adeguamenti della produzione. Il 2024 di Stellantis passa in archivio con risultati pesanti, peraltro già messi in conto dal mercato, lascito della gestione strategica che è costata il posto al portoghese Carlos Tavares, che comunque il presidente John Elkann ha voluto ringraziare «per aver contribuito a creare l'azienda». Ieri in Borsa il titolo della casa franco-italiana ha chiuso in calo del 4% a 12,94 euro.
Stellantis, dunque, volta pagina e riparte, con la volontà di tornare a una crescita profittevole e a una generazione di cassa positiva già nel 2025. Il vertice ha fiducia in un rilancio, ma occorre accelerare i tempi. Il gruppo ha infatti iniziato l'anno con le vendite crollate del 16% in Europa e un solo marchio positivo (Alfa Romeo) su quattordici. Tra questi, è profondo rosso per Maserati: ricavi -55,5% a 1,04 miliardi e 11.300 modelli consegnati nel mondo (-57,5%).
Nel 2025 è inoltre previsto il pagamento di una cedola di 0,68 euro (1,55 euro quella precedente) per azione ordinaria. Elkann ha intanto delineato il profilo del futuro ad, il cui nome si conoscerà tra maggio e giugno. «Stiamo valutando candidati eccellenti, sia interni sia esterni - ha spiegato - e le conversazioni in corso sono molto incoraggianti. Stellantis ha bisogno di un leader che abbia conoscenze in materia di capitale, di tecnologia ma anche di capacità di lavorare insieme a tutti gli stakeholder. Dovrà essere in possesso di leadership, capacità e destrezza nel gestire e lavorare con diverse culture aziendali, perché Stellantis è forte proprio in quanto presente in varie regioni».
Nel suo intervento, il presidente di Stellantis si è anche soffermato su alcuni aspetti positivi del lavoro svolto, come «il lancio di nuove piattaforme multi-energy (servono a produrre veicoli con varie alimentazioni, seguendo le tendenze dei mercati, ndr), novità che proseguiranno nel 2025; l'avvio della produzione di batterie per auto elettriche grazie alle joint venture e l'operatività della partnership con la cinese Leapmotor. Siamo fermamente intenzionati a guadagnare quote di mercato e a migliorare le performance finanziarie nel corso del 2025».
Il nodo dei dazi Usa sulle produzioni di auto in Canada e Messico non sembra preoccupare Elkann. «Abbiamo annunciato grandi investimenti negli Usa nelle prime 100 ore della presidenza Trump - ha ricordato - e riteniamo che le conversazioni siano state costruttive.
In proposito, la prima amministrazione guidata da Donald Trump nel negoziare l'accordo di libero scambio tra Usa, Canada e Messico, era stata molto attenta a garantire che i prodotti che costruiamo in Canada e in Messico avessero componenti statunitensi e a nostro avviso quei prodotti dovrebbero rimanere esenti da dazi». Elkann è ora atteso in Parlamento il prossimo 19 marzo per l'audizione programmata.
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