Telecom, la Francia licenzia Patuano

L'ad in uscita. Ora Bolloré potrebbe vendere il Brasile e chiedere più tagli. Cattaneo (Ntv) in "pole"

Telecom, la Francia licenzia Patuano

Dopo mesi di convivenza difficile, i nuovi padroni di Telecom, i francesi di Vivendi, sono riusciti a mandare via l'ad Marco Patuano. Il divorzio, per ora ufficioso, è maturato nelle ore successive al cda di giovedì scorso, quando per l'ennesima volta Patuano si è trovato in difficoltà di fronte a un consiglio dove la presenza dei quattro rappresentanti di Vivendi, entrati in dicembre, è sempre più decisiva.

Il casus belli pare sia stata la svalutazione, imposta dalla maggioranza del cda ma non prevista dall'ad, per 240 milioni della quota in Tim Brasil. Operazione con una duplice valenza: da un lato strategica, perché coerente con i desideri dei francesi di preparare l'uscita dal Brasile per concentrarsi sui contenuti; dall'altro societaria, perché equivaleva a riscrivere il bilancio che Patuano stava presentando proprio in quel momento. Inoltre in consiglio sarebbe stato forte anche il contrasto rispetto ai tagli, che Vivendi vorrebbe portare a un miliardo dai 600 milioni previsti. Possibili divergenze anche sulla cessione di Inwit, che è stata rimandata, completano un quadro di fronte al quale Patuano ha preso atto, anche nell'interesse della società dove lavora da 25 anni, della fine del rapporto fiduciario con i nuovi grandi soci. Così Vincent Bollorè, primo socio di Vivendi con il 5%, completa la sua scalata a Telecom. Proprio all'indomani dell'insediamento alle Generali di un manager francese, Philippe Donnet, che siede anche nel cda di Vivendi. Oltre a Patuano lasceranno Telecom altri 2 o 3 top manager.

Il prossimo cda, possibile tra oggi e martedì, riceverà le dimissioni ufficiali, procederà a dare le deleghe al presidente Recchi e a investire il Comitato nomine e remunerazioni del compito di individuare il nuovo ad. Il comitato è composto da 5 membri tra i 17 del cda, due dei quali sono entrati a dicembre per Vivendi: il potente ad Arnaud de Puyfontaine e Stéphane Roussel.Da mesi lo stesso lo stesso de Puyfontaine ha visto diversi manager pensando a chi mettere, prima o poi al posto di Patuano. Tra questi il numero uno di Wind e futuro capo dell'aggregazione con «3» Maximo Ibarra e il capo di Bt Global Services Europe, Corrado Sciolla. Ma quello che sembra avere le maggiori chance è Flavio Cattaneo, l'ad che sta risanando Ntv (treni Italo), ex numero uno di Terna, Fiera Milano, Rai, che il top manager di Vivendi ha conosciuto bene perché già siede nel cda (e pure in quello di Generali). Ntv ha smentito l'indiscrezione confermando che Cattaneo sta bene dov'è. Ma la porta, secondo fonti finanziarie, rimane aperta: dipende da come il manager potrebbe gestire il suo rapporto con la società di Montezemolo e Della Valle, nella quale ha investito circa 3,5 milioni per avere il 4% del capitale e per arrivare progressivamente fino al 9% attraverso un complesso piano di stock grant. Questo è il nodo che Cattaneo dovrebbe provare a sciogliere.

Tenendo anche conto che Patuano guadagna in Telecom 1,2 milioni di stipendio fisso con un variabile che è stato nel 2015 di 1,7 e un piano di stock option ad incentivazione. Viceversa ci potrebbero essere altri candidati, anche esteri (circola il nome dell'ex ad di Deutsche Telekom, Rene Obermann).

Riguardo a Patuano, la sua buonuscita, calcolata sull'anno che gli manca alla fine del mandato e sui 24 mesi che gli spettano come dg, vale 7-8 milioni. A cui però si potrebbe aggiungere una quota di stock option calcolata al fair value attuale.

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