Patto sui migranti e finanziamenti alle Ong: l'ipocrisia della Germania sugli sbarchi

A Bruxelles il patto sui migranti va in stand-by: mentre si discute dei nuovi piani, sette navi Ong sono in viaggio verso i porti italiani

Patto sui migranti e finanziamenti alle Ong: l'ipocrisia della Germania sugli sbarchi
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Giornata di snodo in Europa per risolvere il nodo migranti. Il Consiglio degli Affari Interni dell'Unione europea era ancora in corso quando il ministro degli Interni italiano ha deciso di lasciare Bruxelles per fare ritorno a Roma. Matteo Piantedosi non è intervenuto nella sessione pubblica e non ha rilasciato dichiarazioni a margine. Sul tavolo, come noto, l'ultimo atto legislativo del cosiddetto "patto sulle migrazioni e l'asilo", cioè la riforma delle regole europee su migrazioni e rifugiati. Si tratta di un regolamento che per la prima volta riconosce e rende concreto l'obbligo di solidarietà cui sono tenuti gli Stati membri nei confronti dei Paesi di primo arrivo dei migranti.

Ma la notizia che sette navi Ong, di cui la maggior parte battenti bandiera tedesca, hanno preso il mare in direzione dei porti italiani, hanno riferito fonti di governo all'Adnkronos. "Abbiamo così proposto un altro emendamento che dice che i migranti trasportati su navi Ong devono automaticamente essere accolti dal Paese di bandiera della nave. Cioè se la Germania è solidale con il lavoro delle Ong va benissimo, purché accolga anche i migranti trasportati", hanno riferito le stesse fonti. Questo ha messo il negoziato in stand-by. Il Parlamento europeo nei giorni scorsi aveva deciso di bloccare temporaneamente la discussione su altri due regolamenti del patto migratorio, proprio per fare pressione sulla Germania e sugli altri paesi membri che stavano bloccando il negoziato. All'improvviso ieri sera i partiti della coalizione al governo in Germania sembravano aver trovato un accordo per sbloccare il regolamento ma l'intervento di Roma oggi ha rotto i piani.

Il ministro Piantedosi era comunque atteso in giornata a Palermo per incontrare i ministri omologhi di Libia e Tunisia. Due bilaterali fondamentali per continuare a lavorare nell'ottica di bloccare le partenze dal Nord Africa. Ma mentre il titolare del Viminale era impegnato nei bilaterali, Antonio Tajani si trovava in Germania per incontrare il suo omologo tedesco, Annalena Baerbock, a Berlino.La notizia di "sette navi di organizzazioni non governative tedesche", alcune battenti bandiera della Germania e altre no, che si dirigono verso Lampedusa "conferma la nostra preoccupazione e la nostra analisi". Sono state queste le parole del titolare della Farnesina in conferenza stampa dopo l'incontro con Baerbock. "Mi pare veramente strano, preoccupante, quello che sta accadendo", prosegue Tajani, che si chiede cosa ci sia dietro quest strategia, se "un interesse elettorale" o "di altro tipo". Ma per il ministro degli Esteri "questo non può essere, così non funziona". Il suo riferimento è ovviamente a un quadro in cui tutta l'Europa dovrebbe collaborare per il raggiungimento dell'obiettivo comune di proteggere i suoi confini, limitare gli ingressi irregolari e prendere in mano la gestione dei flussi. Il segretario di Forza Italia ha poi evidenziato: "Qualcuno forse vuole impedire che vi sia un accordo?". Vi è "veramente molto stupore da parte mia per quanto sta accadendo".

Per il momento da Berlino non sono arrivate repliche o risposte alle domande di Tajani, così come non sono arrivati i chiarimenti chiesti da Giorgia Meloni in una lettera indirizzata a Olaf Scholz. Tuttavia, nonostante il silenzio della Germania, è arrivato l'intervento dell'Onu sperato e invocato anche dal presidente del Consiglio italiano. "La situazione a Lampedusa è motivo di grave preoccupazione.

Unhcr è presente e apprezza gli sforzi delle autorità per decongestionare rapidamente l'isola, ma l'Italia non può essere lasciata sola nel rispondere ai bisogni degli arrivi", ha detto a una riunione del Consiglio di Sicurezza Ruven Menikdiwela, capo dell'ufficio di Ny per l'agenzia Onu dei rifugiati.

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