Il messaggio del ministro che ferma il taglio dei pini

Generalmente alla Spezia le forze di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa li si vedono solo allo stadio, ma il braccio di ferro tra cittadini ed amministrazione comunale ha alzato tanto i toni che ieri mattina la centralissima Piazza Verdi, alle spalle di municipio e prefettura, sembrava Genova ai tempi del G8. Cartelli, blindati, inferriate, scudi e gente che protestava. Fortunatamente, tolto qualche attimo di tensione in prima mattina, tutto è finito senza grossi problemi, almeno sotto il punto di vista dell'ordine pubblico. Infatti i problemi e le situazioni critiche ci sono eccome, ma stanno devastando più che altro il rapporto tra amministrazione e comunità, e tra amministrazione locale e governo.
Nel contendere c'è la scelta di tagliare gli alberi della piazza principale della città, un po' come è accaduto in molte altre zone del centro, per costruire una nuova piazza pedonale che però non piace a residenti e commercianti.
A dare manforte alla protesta, bloccando praticamente il taglio degli alberi a motoseghe già accese, è arrivato un messaggio del Ministro ai beni culturali Massimo Bray  che attraverso un social network, una volta si usavano i telegrammi dirette tramite le prefetture, ha stoppato la scelta del primo cittadino spezzino. Questo il messaggio: «Caro Sindaco Massimo Federici, gli uffici del Mibac a cui avevo chiesto di conoscere la situazione del cantiere di Piazza Verdi, mi hanno comunicato che ci sarebbe stata una sospensione per valutare il problema. Sono disponibile ad incontrarla per confrontare le nostre posizioni insieme con la Soprintendenza e la Direzione Regionale». Ma del resto che da Roma si sia voluto far pesare il “grado” è stato chiaro sin da subito, del resto ciò che aveva scritto il sindaco Federici dopo il primo interessamento ed i primi dubbi del ministro era già una frattura aperta.
«Vorrei dirle brevemente del mio sconforto, del mio sconcerto e del mio scontento - si legge in una lettera inviata dal primo cittadino al ministro -. Credo di meritare rispetto almeno per il mio ruolo».
Su questo scambio di tweet si è rafforzata la protesta che ha visto crescere ieri mattina il presidio di Piazza Verdi. Sin dalle 5.30 di ieri mattina molti cittadini hanno presidiato la zona per fermare l'inizio dei lavori e il taglio dei pini, alle due del pomeriggio il primo successo: «Si blocca tutto - hanno dato ordine dal Comune - in attesa del chiarimento con il ministero».
Del resto il recente scambio di “pareri tecnici”, tra il sindaco e gli altri enti sembrava chiaro. Tutti invitavano a rinunciare, iniziando dalla direzione regionale del Ministero per i beni culturali e paesaggistici, a tagliare ora i pini. «Attivare la necessaria procedura di verifica sui beni storici della piazza - ha scritto la Soprintendenza - pertanto,si invita a non procedere con opere che interessano beni il cui eventuale interesse culturale deve tuttora essere verificato».
Solo il Comune aveva ritenuto quei pareri come un invito e non una prescrizione ordinativa.

Così mentre la gente protestava ed in tribunale, tra esposti e denunce, è iniziata una battaglia di carte bollate, in Municipio si è deciso di prendere tempo e di sgombrare operai e mezzi dal cantiere.
Il braccio di ferro però prosegue comunque ed i cittadini hanno deciso così di non mollare il presidio.

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