Hamas consegna i corpi di 4 ostaggi. Israele: "Prigionieri liberi solo dopo identificazione"

L'ufficio dei Prigionierì di Hamas ha annunciato che un team della Croce rossa è arrivato al valico di Kerem Shalom per ricevere i 602 detenuti

Hamas consegna i corpi di 4 ostaggi. Israele: "Prigionieri liberi solo dopo identificazione"
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Insolito scambio di ostaggi infrasettimanale questa sera, dopo settimane di rilasci-show la mattina del sabato da parte di Hamas. Mentre Israele attende la consegna dei quattro corpi "promessi", ne è confermato il passaggio "senza la presenza pubblica per impedire all'occupazione di trovare qualsiasi pretesto per ritardi o ostruzioni", ha affermato un rappresentante di Hamas all'Afp. Intanto, il Ministero della Salute israeliano ha dichiarato che si sta preparando ad aiutare a identificare i resti dei quattro ostaggi uccisi, la cui riconsegna si svolgerà al valico di frontiera di Kerem Shalom, al confine con Gaza, anziché presso l'Istituto nazionale di medicina legale (Abu Kabir) di Giaffa.

Una volta identificati, i corpi saranno trasportati ad Abu Kabir per essere sottoposti ad autopsia per identificare le cause del decesso, si legge nella nota. Secondo il sito di notizie Walla, una squadra di Abu Kabir è stata inviata presso il valico di Kerem Shalom. A seconda dello stato dei resti, un'identificazione sul campo potrebbe rivelarsi impossibile, rendendo necessario il loro trasferimento alla struttura per ulteriori esami, il che potrebbe aggiungere ore o giorni al processo.

La contropartita di queste salme sarà lo sblocco dei detenuti palestinesi in attesa dalla scorsa settimana. Una fonte israeliana citata in alcuni organi di stampa in lingua ebraica afferma che i corpi dovranno essere identificati positivamente prima che il rilascio dei prigionieri sia completato. Altri resoconti hanno affermato che il rilascio potrebbe essere scaglionato, con "l'ultimo prigioniero" che verrà liberato solo dopo l'identificazione degli ostaggi. La misura riflette una mancanza di fiducia in Israele dopo che Hamas ha consegnato il corpo di una donna di Gaza anziché quello di Shiri Bibas la scorsa settimana. L'Egitto, che ha mediato per aiutare a risolvere l'impasse, faciliterà il delicato trasferimento. I funzionari hanno detto che i corpi andranno da Gaza all'Egitto e poi a Israele, anche se altri rapporti hanno detto che i corpi saranno consegnati dalla Croce Rossa alle forze egiziane a Gaza e poi alle forze dell'Idf.

Dei detenuti palestinesi che saranno liberati questa sera, 151 sono stati condannati all'ergastolo o a pene lunghe. Di questi, 43 saranno rilasciati nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme Est, 97 saranno mandati in esilio e 11, che sono stati arrestati a Gaza prima del 7 ottobre 2023, saranno presumibilmente rilasciati a Gaza. Saranno scarcerati anche 445 detenuti maschi adulti di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre 2023 e 24 donne e minori.

Ma chi sono i quattro ostaggi di cui verranno consegnate le spoglie?

Tsahi Idan, 50 anni, è stato rapito nella sua abitazione nel kibbutz Nahal Oz, dopo che la figlia maggiore, Maayan, di 18 anni, è stata uccisa a colpi di arma da fuoco mentre si trovava nella stanza di sicurezza. La figlia più piccola, Yael, ha implorato i miliziani di Hamas di risparmiare la vita del padre e di uccidere lei al suo posto, ma i rapitori le risposero con freddezza: "Tornerà". Ohad Yahalomi, 50 anni, è stato catturato nel kibbutz Nir Oz dopo un violento scontro a fuoco con i miliziani, che lo hanno ferito a una gamba. Sua moglie, Batsheva Yahalomi, e i loro tre figli sono stati rapiti a bordo di motorini e portati verso Gaza. Batsheva e le due figlie sono riuscite miracolosamente a fuggire, mentre il figlio di 12 anni, Eitan, è stato rilasciato il 27 novembre, nell'ambito di un accordo di cessate il fuoco temporaneo. Itzik Elgarat, 69 anni, si trovava nel kibbutz Nir Oz la mattina del 7 ottobre, quando i miliziani di Hamas hanno assaltato la sua casa. Dopo avergli sparato attraverso la porta della stanza di sicurezza, lo hanno ferito a una mano e lo hanno preso prigioniero. Infine, Shlomo Mansour, 86 anni, originario dell'Iraq, è stato fatto prigioniero nel suo kibbutz, Kissufim. La moglie, Mazal, 60 anni, è riuscita a scappare miracolosamente, evitando la cattura.

Nel frattempo, in Cisgiordania, le forze di sicurezza israeliane stanno tentando di reprimere i festeggiamenti per il rilascio nei pressi della prigione di Ofer, dove si prevede che 151 prigionieri di sicurezza saranno liberati.

L'emittente pubblica israeliana Kan riferisce che le forze di sicurezza proiettano un messaggio con la scritta "I nostri occhi sono puntati su di voi" su uno degli edifici che si affacciano sulla prigione. Veicoli dell'esercito accompagnati da un bulldozer stazionano lungo il perimetro della struttura.

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