"Ho un piano, più vicini alla fine della guerra". La road map di Zelensky

Il presidente ucraino a Cernobbio delinea una strategia dalla cornice ancora riservata, ma della quale parla da tempo, annunciando di voler interpellare non solo Joe Biden ma anche i candidati Harris e Trump

"Ho un piano, più vicini alla fine della guerra". La road map di Zelensky
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha un piano e lo presenterà all'omologo americano Joe Biden. In occasione della sua visita in Italia per partecipare al Forum Thea a Cernobbio, il leader ucraino ha annunciato di aver elaborato la propria personale exit strategy dal conflitto.

Il piano di Zelensky

"Ci sono alcuni punti che dipendono dall'America", sostene Zelensky in un'intervista alla Rai rilasciata in occasione del forum Ambrosetti, senza però chiarire di cosa si tratti. Il presidente ucraino ha poi ribadito di stare giocando una doppia partita con Washington in vista delle elezioni presidenziali: per questa ragione ha dichiarato di sperare di avere occasione di mostrare la propria idea non solo al presidente in carica ma anche ai due candidati Kamala Harris e Donald Trump.

Ma su un punto Zelensky è stato chiaro: non si tratta di una mera proposta, vorrà delle "garanzie". Al momento però ribadisce: "non abbiamo condiviso niente, il primo contatto ci sarà con Biden". Per quanto riguarda il contenuto del piano "non si tratta solo di armi, ma anche di questioni importanti globali. Parliamo di un pacchetto concreto di difesa concreto. E se lo avremo, sarà un forte deterrente per la Russia e per poter terminare la guerra a condizioni diplomatiche", perché "la guerra finirà e per gli ucraini è importante in che situazione si troveranno", ha aggiunto.

Una road map per il cessate il fuoco

Del piano trapela ancora molto poco e Zelensky, che aveva annunciato l'idea di una strategia da presentare a Washington a poche ora dalla sortita nel Kursk, lascia però intuire che trattasi di una road map che prevederà un ruolo attivo dei partner occidentali che sia "una garanzia del cessate il fuoco". Con l'assicurazione di questi chaperon, Kiev andrebbe poi a sedersi al tavolo con la Russia e aprire le trattative diplomatiche. Nell'intervista il presidente ucraino ha continuato a difendere l'operazione nel Kursk, nonostante nelle ultime settimane abbia attirato su di sè le critiche dei suoi, degli analisti e dei partner, che puntano il dito contro la linea del fronte in Donetsk lasciata sguarnita.

Dopo il test del primo missile balistico ucraino, Zelensky aveva spiegato di voler presentare a settembre a Biden "un piano per la vittoria": l'incursione nella regione russa era parte del piano, che prevede anche il pressing sulla Russia per porre fine alla guerra tramite strumenti diplomatici e altre misure sul fronte economico. Zelensky aveva poi chiarito come l'operazione non fosse collegata a nessuno dei punti della Formula di pace, bensì al secondo summit per la pace perché "è uno dei punti del piano di vittoria dell'Ucraina". Un chiarimento che il presidente ucraino si era affrettato a fornire dopo le voci diffuse dal Washington Post sul deragliamento di negoziati in corso a Doha tra Mosca e Kiev.

L'allarme sulle armi dall'Iran

Non solo, il presidente ha lanciato l'allarme sulle eventuali forniture militari della Corea del Nord e dell'Iran al Cremlino. Ma aggiunto anche come la Federazione si avvalga anche di componentistica occidentale: "Tutti i missili a lungo raggio che vengono lanciati dalla Russia, inoltre, hanno componentistica occidentale, pezzi di Taiwan, pezzi cinesi. Abbiamo tutte le prove. Putin non ha un solo missile a lunga gittata che sia costruito interamente con componenti russi", ha sottolineato il presidente ucraino. In particolare, ha spiegato che l'Ucraina è stata costretta all'operazione in terrritorio russo in via preventiva poichè l'intelligence americana e di altri Paesi occidentali aveva avvertito Kiev che la Federazione russa stava cercando di occupare Kharkiv e la regione di Sumy per creare una zona cuscinetto a nord dell'Ucraina. A Kharkiv si è riuscito a mettere in sicurezza la zona fermando l'avanzata del nemico, mentre per salvare Sumy si è deciso di attaccare oltreconfine prima di essere attaccati.

"Il trasferimento di missili balistici iraniani alla Russia rappresenterebbe un'escalation drammatica nel sostegno" di Teheran a Mosca nella guerra in Ucraina, ha detto il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, Sean Savett, mentre l'Iran nega, definendo "disumana" la fornitura di aiuti militari a entrambe le parti coinvolte nel conflitto.

"Abbiamo avvertito dell'intensificarsi del partenariato di sicurezza tra Russia e Iran fin dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina e siamo allarmati da queste notizie - ha detto Savett in una dichiarazione alla Cnn, poche ore dopo le parole di Zelensky da Cernobbio.

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