Prosegue incessante la guerra in Ucraina. Una donna è morta e 13 persone sono rimaste ferite dopo un attacco russo condotto con un drone in una zona residenziale di Odessa. Il governatore della regione, Oleh Kiper, spiega che alcuni edifici alti, case private e magazzini sono stati danneggiati dalla "caduta" di un drone sulla città portuale. Tra i feriti anche un bambino di quattro anni. L'Ucraina prova a rispondere coi droni, una cinquantina dei quali sono stati abbattutti dalla contraerea russa. Ventotto solo nella regione di Bryansk, dodici a Kursk.
Mentre Kiev è in ansia in attesa di capire cosa farà Trump, una volta insediatosi alla Casa Bianca, l'Unione europea cerca di rassicurare l'Ucraina. Josep Borrell è arrivato oggi a Kiev. "Il messaggio è chiaro, gli europei continueranno a sostenere l'Ucraina". C'è da dire che Borrell è in scadenza di mandato, ma la linea del Vecchio Continente non dovrebbe cambiare con il nuovo esecutivo, sempre a guida Von der Leyen. "Abbiamo sostenuto l'Ucraina fin dall'inizio e in questa mia ultima visita trasmetto lo stesso messaggio: vi sosterremo il più possibile. Soffermandosi sul futuro degli Usa Borrell ha detto: "Nessuno sa esattamente cosa farà la nuova amministrazione. Ma noi europei dobbiamo sfruttare questa opportunità per costruire un'Europa più forte e unita, e una delle manifestazioni dell'essere uniti, più forti e capaci di agire è il nostro ruolo nel sostenere l'Ucraina".
La situazione sul campo
Il fronte caldo è lungo circa 1.300 chilometri. Non sono pochi da coprire. Le forze russe sono numericamente in vantaggio, nonostante gli sforzi ucraini con lo shieramento di altri centomila soldati. Ad oggi nel solo Donbass si parla di un soldato ucraino per cinque russi. Una lotta quasi impari. E Mosca è in grado di sfornare un numero altissimo di temibili droni (Geran-2), modificando gli iraniani Shahed-136.
Mosca avvisa gli Usa
Intanto dalla Russia mandano un avvertimento agli Stati Uniti (e implicitamente a Trump). Mosca è pronta ad ascoltare le proposte del presidente eletto ma non esiste una "soluzione facile", come ha spiegato il viceministro degli Esteri russo Sergei Riabkov. ''Se c'è qualche segnale da parte degli Stati Uniti di avere idee su come muoversi verso una soluzione, senza continuare a pompare il regime di Kiev con ogni tipo di assistenza per ottenere la sconfitta strategica di Mosca, allora faremo certamente del nostro meglio per analizzarlo e dare una risposta". Ed ha aggiunto: ''Ci scambiamo periodicamente alcuni segnali attraverso canali chiusi con diversi gradi di intensità a seconda delle necessità, ma tutto funziona correttamente, non possiamo dire che le linee di comunicazione siano state tagliate''. Su Trump ha aggiunto: ''Lo conosciamo per la sua precedente corsa al potere e crediamo che alcune delle sue promesse, in cui ha parlato di una rapida risoluzione della situazione in Ucraina, non siano altro che retorica'. È chiaro che non ci può essere una soluzione semplice a questo problema o ai problemi associati a ciò che sta accadendo in Ucraina e nei dintorni - ha ribadito il viceministro - L'amministrazione statunitense dovrebbe prendere molto sul serio questi segnali, sia quella uscente che quella futura. Non c'è opportunismo qui e i nostri interessi non dipendono da chi occupa lo Studio Ovale alla Casa Bianca''.
Da Washington 500 missili a Kiev
Il
Wall Street Journal scrive che il Pentagono sta per inviare agli ucraini 500 missili intercettori. È l'estremo tentativo di rafforzare le difese di Kiev prima che cambi il vento (politicamente parlando) negli Stati Uniti.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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