Guerriglia a Roma, Pd: "Infiltrati negli scontri Maroni spieghi in aula"

La Finocchiaro: "Presenza di infiltrati. Chi erano? Chi li paga?". Il ministro dell'Interno: "Riferirò a Camera e Senato". Il sindaco Alemanno: "Professionisti della guerriglia, 20 milioni di danni". Indaga la procura: 26 arresti convalidati, processo per direttissima. Video: 1 - 2 - 3. Foto: 1 - 2 - 3

Guerriglia a Roma, Pd: 
"Infiltrati negli scontri 
Maroni spieghi in aula"

Roma - Negli occhi ancora le fiamme, i sanpietrini, le mazze e i bastoni. E poi le colonne di fumo nero e le macchie di sangue sul selciato. Roma si è svegliata nella calma, ma la polemica politica si accende sull'analisi della guerriglia black bloc di ieri. Il Partito democratico al Senato ha chiesto "che Maroni riferisca in aula la prossima settimana. Vogliamo sapere - dice ai cronisti la capogruppo Anna Finocchiaro - chi erano questi che evidentemente erano infiltrati, chi li ha mandati, chi li paga e che cosa devono provocare. La situazione è delicatissima e confusa, anche il leghista Bricolo - sottolinea l’esponente democratica - ha detto che questi che hanno provocato la devastazione e messo a rischio la sicurezza di manifestanti e forze dell’ordine non erano studenti. Ecco, visto che certamente non erano studenti, vogliamo sapere chi erano. Di tutto abbiamo bisogno - conclude Finocchiaro - meno che di riedizioni del passato".

La replica di Maroni Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, non risponde ai cronisti che lo interrogano sulla possibile presenza di infiltrati delle forze del’ordine fra i manifestanti che hanno dato vita agli scontri di ieri: "Grazie arrivederci" dice lasciando l’auletta dove ha preso parte alla seduta congiunta delle commissioni Affari costituzionali e Difesa dedicata al decreto sicurezza. "Riferirò - aggiunge di fronte all’insistenza dei giornalisti - prossimamente alla Camera e al Senato". Seduta che al senato si terrà venerdì prossimo.

Il prefetto: regia dietro gli scontri "Ritengo che dietro le violenze di ieri ci sia stata una regia - ha detto il prefetto di Roma, Giovanni Pecoraro -. Che qualcuno volesse creare incidenti è certo: presentarsi con armi improprie, stracci intrisi di benzina, caschi e scudi lascia pensare che qualcosa di preordinato ci fosse. L’equivoco su il voto di fiducia e sfiducia ha determinato un eccesso di rabbia e di nervosismo. C’è chi era venuto a Roma non solo per dar manforte agli studenti ma anche per fare qualcos’altro che posso sintetizzare con un’espressione: sovvertire le regole democratiche con la violenza", ha spiegato il prefetto che ha poi espresso il proprio apprezzamento per "la professionalità, la determinazione e la prudenza messe in campo dalle forze dell’ordine".

007, estremisti mirano alle istituzioni Il tentativo dei "settori più radicali" del movimento che è sceso in piazza a Roma è quello di infiltrare le proteste studentesche per "promuovere scontro sociale con le istituzioni". Lo si legge in un documento dell’intelligence in cui si analizzano gli scontri avvenuti ieri nella capitale. Nell’ultimo periodo, scrivono 007 e investigatori, le varie anime del movimento antagonista "vanno consolidandosi" nelle proteste contro la riforma Gelmini. Proteste che, "animate e promosse essenzialmente da numerosi collettivi studenteschi sorti spontaneamente - è scritto nel documento - costituiscono terreno fertile per l’infiltrazione di espressioni dei settori più radicali, interessati a promuovere uno scontro sociale con le istituzioni piuttosto che una protesta propositiva e fattiva". 

Alemanno: 20 milioni di danni "I danni sono ingenti: si parla di circa 20 milioni di euro. Adesso faremo una verifica più attenta" conta il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, facendo una stima dei danni dovuti agli scontri di ieri nel centro di Roma. Alemanno ribadisce che "il Comune di Roma si costituirà parte civile contro coloro che hanno provocato questi incidenti e questi danneggiamenti. Non è accettabile che siano la città e i cittadini, totalmente estranei e innocenti, a pagare le conseguenze di queste proteste". Negli scontri "c’erano dei professionisti della guerriglia e il questore sta facendo una verifica per capire tutte le aree di provenienza anche internazionali. Chi si è mosso in piazza del Popolo e dintorni è un professionista della guerriglia. I manifestanti si sono mossi con tecniche e modi di agire che sono propri di situazioni come Genova o delle più gravi che sono avvenute nel contesto europeo nei tempi recenti".

Arresti convalidati Interrogatori in carcere per i giovani fermati nel corso degli scontri di ieri. La procura di Roma formalizzerà nelle prossime ore le richieste di convalida degli arresti effettuati da polizia e carabinieri. Nel fascicolo all’attenzione dell’aggiunto Pietro Saviotti e del pm Silvia Santucci, istruito sulla base delle informative delle forze dell’ordine, sono nominate 26 persone, tra i 37 anni e i 18, in massima parte provenienti oltre che dalla Capitale, da Toscana, Sardegna e Liguria. Una ragazza, che era stata presa, dopo i primi accertamenti è risultata estranea ai disordini e subito rimessa in libertà. La notte, per i giovani fermati, è passata nelle camere di sicurezza. Ma entro oggi ci sarà il trasferimento in carcere. Dove entro la fine della settimana saranno effettuati gli interrogatori. Gli inquirenti, allo stato, hanno rubricato i reati di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

La dinamica degli scontri Dopo che gli investigatori avranno accertato la dinamica di quanto avvenuto, rispetto agli incendi e al lancio di bombe carta, i magistrati potrebbero ipotizzare fattispecie diverse e anche più gravi. Al momento chi indaga è nella fase di "diversificare" le posizioni di coloro che sono in cella, perché per alcuni potrebbe esser chiesta la custodia cautelare in carcere e per altri misure più gradate, come l’obbligo di firma. Gli accertamenti dovrebbero partire dalla ricostruzione, anche attraverso filmati e fotografie, della guerriglia che per alcune ore si è verificata ieri nel centro di Roma. Lo scoppio degli incendi, il reperimento di bastoni e pietre, lo spostamento in diversi punti dell’area: ogni passaggio sarà verificato.

Processi per direttissima Cambio di strategia della procura di Roma per la maggior parte degli arrestati. La procura ha deciso di farli giudicare per direttissima e domani mattina compariranno davanti al giudice. Tutti i fermati sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Il primo atto sarà l’esame della legittimità dei fermi. Al termine dell’udienza, per gli indagati, tutti incensurati, potrebbe prospettarsi, a seconda delle singole posizioni, la custodia in carcere, gli arresti domiciliari, l’obbligo di firma, la rimessione in libertà. Il procuratore aggiunto Saviotti ha spiegato i motivi del cambio di rotta della procura: "Valutate l’incensuratezza di tutti gli arrestati e la loro età, ha proceduto a circoscrivere le condotte di cui ciascuno deve rispondere. La mancanza dell’esigenza di ulteriori approfondimenti, salvo nuove risultanze, ha indotto la procura a chiedere il giudizio direttissimo per la maggior parte degli arrestati. Nei prossimi giorni si valuteranno eventuali ulteriori fatti che dovessero emergere dagli approfondimenti investigativi".

Individuato il giovane sospetto È stato identificato dalla Digos e si tratterebbe di un estremista di

sinistra, l’uomo ritratto in alcune foto mentre ieri, durante gli scontri a Roma, impugna una pala, un manganello e un paio di manette in diversi momenti della manifestazione. È quanto rende noto il Questore di Roma. 

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