Inglesi pagati per spiare «Così troviamo i criminali»

Mille sterline offerte a ogni cittadino che accetta di monitorare dal proprio computer i filmati delle telecamere a circuito chiuso di negozi e abitazioni private

Mille sterline per spiare e denunciare. È ghiotta l'offerta che mette in palio denaro in cambio della disponibilità a visionare i filmati delle telecamere che sorvegliano il Paese. Succede in Gran Bretagna, che è già il Paese più «sorvegliato» al mondo, con 4.2 milioni di telecamere, una ogni quattordici abitanti. Ora il Regno Unito rischia di trasformarsi in una nazione di spioni, ben retribuiti per giunta.
Il progetto, chiamato Internet Eyes, mette in palio fino a 1.000 sterline per ogni cittadino britannico che accetta di monitorare dal proprio computer i filmati delle telecamere a circuito chiuso di negozi, attività commerciali e abitazioni private. Lo scopo? Scovare i criminali e denunciarli alle autorità.
Un primo test di prova si terrà il prossimo mese a Stratford-Upon-Avon: registrandosi sul sito, ad ogni osservatore saranno assegnate al massimo quattro telecamere da tenere d'occhio. Nel caso veda qualcosa di sospetto, non dovrà fare altro che cliccare e mandare un fermo immagine al proprietario della camera. In base ai crimini sventati l'osservatore accumulerà dei punti, che potrebbero poi trasformarsi in denaro. Oltre ai filmati, il sito includerà anche una fotogallery con le immagini dei malviventi, i crimini da loro commessi e il profilo dell'utente che ha contribuito alla cattura.
Resta il problema, tuttavia, dell'abuso di un sistema di questo genere. Sono in molti ad avere paura che l'iniziativa, presentata quasi come un «gioco», possa sfociare in un abuso di potere da parte di cittadini disonesti.

Charles Farrier, presidente del comitato «No Cctv», ha detto: «Potrebbero anche verificarsi episodi di abuso dei diritti civili. Cosa succederebbe se un razzista decidesse di mandare un allarme ogni volta che una persona di colore compare sullo schermo?».

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