
Tutti sappiamo che la data segnata sulla nostra carta d'identità non sempre è uguale o va di pari passo a quella biologica: nel caso del cuore, per esempio, molte persone di mezza età possono avere una condizione cardiaca più malandata rispetto a quella di un 60enne e viceversa. Cercare di scoprire le patologie in grado di colpire l'organo (infarti, ictus) e la mortalità generale potrebbe non essere più utopia grazie all'aiuto dell'intelligenza artificiale in grado di "leggere" in anticipo cosa potrebbe accadere e attuare in tempo tutte le prevenzioni del caso.
Come calcolare "l'età" del cuore
Di questa importante innovazione hanno parlato un gruppo di ricercatori al Congresso Ehra (European Heart Rhythm Association) che si tiene a Vienna dal 30 marzo al 1° aprile. Il lavoro, dal titolo "Revisione della mortalità e dei rischi cardiovascolari tramite l'età cardiaca biologica stimata dall'intelligenza artificiale da Ecg a 12 derivazioni" ha preso in esame i risultati dell'elettrocardiogramma a 12 derivazioni di oltre 425mila persone raccolti in quindici anni: da lì è stato creato un algoritmo in grado di "leggere" i dati degli Ecg e prevedere i soggetti più esposti a eventi cardiovascolari e alla morte.
L'importanza dei sette anni
A spiegare l'importanza di una nuova frontiera e nuove prospettive che si aprono ci ha pensato il professor Yong-Soo Baek, associato dell'Inha University Hospital, in Corea del Sud che ha illustrato i risultati nel corso del congresso. "La nostra ricerca ha dimostrato che quando l'età biologica del cuore superava la sua età cronologica di 7 anni, il rischio di mortalità per tutte le cause e di eventi cardiovascolari avversi maggiori aumentava bruscamente". Al contrario, "se l'algoritmo stimava che il cuore biologico fosse 7 anni più giovane dell'età cronologica, ciò riduceva il rischio di morte e di eventi cardiovascolari avversi maggiori".
Nel dettaglio, i rischi mortalità del primo caso sono aumentati del 62% per tutte le cause e del 92% per gli eventi cardiovascolari maggiori. Al contrario, un'età cardiaca di 7 anni più giovane di quella cronologica ha ridotto i rischi di mortalità per tutte le cause del 14% e per gli eventi cardiovascoari più gravi del 27%.
Cosa può cambiare
Integrare l'intelligenza artificiale nella diagnostica clinica può offrire nuove opportunità per migliorare l'accuratezza predittiva in cardiologia. "Utilizzare l'Ia per sviluppare algoritmi in questo modo introduce un potenziale cambiamento di paradigma nella valutazione del rischio cardiovascolare", sottolinea Baek. Quando si parla di età biologica del cuore si stima quella relativa al funzionamento dell'organo. In ogni caso "è fondamentale ottenere una dimensione del campione statisticamente sufficiente in studi futuri per convalidare ulteriormente questi risultati. Questo approccio migliorerà la robustezza e l'applicabilità dell'Ia Ecg nelle valutazioni cliniche della funzionalità e della salute cardiaca".
In questo campo, dunque, la diagnosi precoce potrebbe fare enormi passi in avanti così come le valutazioni cliniche dei vari pazienti con risultati senz'altro migliori e più promettenti.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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