Berlusconi incontra i costruttori: al centro Imu e altre tasse sul mattone

Il leader del Pdl sarà il primo ad incontrare i vertici dell'Ance, mercoledì a Roma, e il presidente Buzzetti gli consegnerà un manuale d'uso su occupazione e investimenti. Seguiranno Bersani e Monti.

Berlusconi incontra i costruttori: al centro Imu e altre tasse sul mattone

Basta con l'eccessivo rigore, più sviluppo partendo dal rilancio dell'edilizia.
I costruttori chiedono ai partiti in campagna elettorale impegni precisi per interventi che favoriscano la crescita, rilanciando la casa e le infrastrutture.
Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, sarà il primo ad incontrare i vertici dell'associazione dei costruttori, mercoledì mattina nella sede dell'Ance a Roma.
Il presidente dei costruttori edili, Paolo Buzzetti, gli consegnerà formalmente un manuale d'uso per far ripartire occupazione e investimenti.
Inizia così, con il Cavaliere ospite d'onore del direttivo dell'Ance, il giro di incontri dell'associazione con i leader dei principali schieramenti. I prossimi saranno Pierluigi Bersani, leader del Pd e il premier Mario Monti, che guida Scelta Civica.
La bestia nera per i costruttori è naturalmente l'Imu, la tassa patrimoniale sulla casa che a loro parere ha depresso ancor più un settore già in crisi, senza portare reali vantaggi al Paese. E Berlusconi è l'unico che promette la totale abolizione dell'Imu sulla prima casa, addirittura con la restituzione di quanto pagato nell'anno di governo Monti.
Il nostro è il Paese in Europa dove si pagano più tasse sulla casa», ha detto Buzzetti, chiudendo il convegno al museo Maxxi sul tema «Se la casa è un diritto. Garantire l'accesso alla prima casa alle nuove famiglie. Sostenere il mercato immobiliare. Rilanciare l'edilizia».
All'incontro, organizzato dall'Acer, con Ance nazionale e Ance Lazio, il leader dei costruttori ha sottolineato che sono ben 9 le tasse sul mattone, per complessivi 44 miliardi di euro. E solo l'Imu è costata 23 miliardi, il doppio dell'Ici pagata nel 2007 . Inoltre, Buzzetti ha sostenuto che è addirittura incostituzionale far pagare l'Imu sull'invenduto delle imprese e ha preannunciato un ricorso alla Corte costituzionale, da parte dell'associazione dei costruttori.
Il presidente dell'Ance ha anche rcordato che negli Stati Uniti il presidente Barack Obama ha posto al secondo punto del suo programma l'edilizia, con ingenti investimenti. Così è successo in altri Paesi, dalla Francia alla Germania, che hanno incrementato gli investimenti nell'edilizia di 2-3 puntio percentuali. «Noi siamo gli unici - ha detto Buzzetti- ad ver seguito la strada opposto con una pesante pressione fiscale sul settore».
Il presidente dell'Acer, Eugenio Batelli, ha aggiunto che il nodo da sciogliere per far ripartireil settore è il credito: «Per sbloccare la situazione è necessariocoinvolgere la Cassa Depositi e Prestiti, come strumento di garanzia e riorganizzare il risparmio in una dimensione di medio e lungo termine . Si deve inoltre intervenirecon scelte politiche chiare, così da ripristinare strumenti finanziaridedicati ad attività produttive e fondiarie e in modo da dare alle banche legaranzie richieste e ai cittadini la sicurezza di poter gestire il proprioreddito e il proprio risparmio sui tempi lunghi di investimento».
Le proposte dei costruttori comprendono la creazione di Certificati di Risparmio Casa (CRC), sulla falsariga delle vecchie cartelle fondiarie, orientando le assicurazioni e gli altri soggetti che dispongono di grandi risorse a investirne una quota sul risparmio casa.
«In questo modo - ha detto Batelli- non solo si ridarà liquidità al sistema finanziario, finalizzandolo ad un obiettivo preciso, ma si contribuirà a rendere più stabile l'intero quadro economicofinanziario».
Inoltre, i costruttori auspicano che venga ripreso il progetto del ministro Meloni dell'istituzione di un fondo di garanziaper i giovani, dando anche a loro la possibilità di accedere adun'abitazione.
Ma l'intervento fiscale è prioritario. «Per quanto riguarda l'Imu - ha detto il presidente dell'Ance Lazio, Stefano Petrucci - va assolutamente individuata una soluzione che alleggerisca l'impatto sulla prima casa e soprattutto sulle fasce di popolazione meno abbienti. Ma bisogna anche riconsiderare la leva fiscale come uno strumento di politica sociale ed economica, per favorire comportamenti virtuosi, come la propensione all'affitto e sostenere processi di investimentoimmobiliare per riqualificazione ditessuti urbani degradati. Le soluzioni sono dunque due: agire sulle aliquote e destinare parte delle risorse acquisite grazie all'imposta a progetti di riqualificazione urbana o a programmi di housing sociale, contribuendo a dare una risposta alla vecchia e nuova domanda abitativa».
Al convegno sono stati presentati i dati della ricerca del Cresme su «Crescita demografica e mercato immobiliare: scenari di oggi e di domani». E Batelli ha riassunto: «Non esiste nessuna bolla immobiliare, il calo del mercato è iniziato a metà del decennio scorso. Entro il 2013 si ripartirà».
Il Cresme fa proprio questa previsione: i prezzi si stanno stabilizzando e il mercato può ripartire entro quest'anno.
Dalla ricerca emerge che il settore immobiliare romano è caratterizzato da una forte oscillazione sia delle compravendite che dei prezzi, con un'alternanza tra rapide ascese e lunghi periodi di deflazione.
L'istituto di ricerca è, però, rassicurante sia su un fronte che sull'altro. Finora i prezzi non sono scesi al di sotto del massimo del ciclo precedente e così sarà nelle previsioni per l'intero 2013.
Secondo il Cresme « il mercato romano si è riscoperto fortemente attrattivo della domanda». Infatti, nel drammatico 2012 ci sono state compravendite di oltre 26.000 abitazioni, un valore di poco inferiore alla media di lungo periodo: 27.000 transazioni tra il 1985 e oggi.


Del resto, ha ricordato Batelli, «a Roma esiste una domanda potenziale di decine di migliaia di famiglie che vorrebbero cambiare casa, lasciare abitazioni di qualità scadente, costose da mantenere eper nulla sostenibili, ma non possono farlo».

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