Salvini: "Conte e Schlein si mettano l'anima in pace"

Matteo Salvini ha aperto il Congresso federale della Lega, in corso oggi e domani alla fortezza da Basso di Firenze

Salvini: "Conte e Schlein si mettano l'anima in pace"
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"La Lega è il governo e lo vedrete con i messaggi di oggi e domani, sono una cosa sola. Si mettano l'anima in pace Conte e Schlein”. Così Matteo Salvini ha aperto il Congresso federale della Lega, in corso oggi e domani Lega alla fortezza da Basso di Firenze.

“La Lega è garanzia che il governo avrà vita lunga ed è il collante del governo", ha ribadito il segretario del Carroccio che poi ha precisato: “È un congresso bello, ricco e unitario non perché c'è un solo candidato ma perché ci sono donne e uomini che da tutta Italia oggi costruiranno la storia futura del nostro paese. È il primo congresso nazionale". Per Salvini, però, non si tratta di un semplice “congresso di partito” perché la Lega “è una comunità e una famiglia, è un’altra cosa rispetto ai partiti”.

Salvini ha spiegato che la Lega "è nata per difendere, e – ha detto - da qui uscirà quella che sarà la nostra azione politica: proteggere i confini, i risparmi, il lavoro, il futuro dei nostri figli". Il vicepremier ha assicurato: "Non sarà un congresso 'contro’ qualcuno. Dagli anni '90 a oggi, noi non siamo contro l'Europa, non siamo contro gli stranieri, né contro le diversità. Anzi: siamo il movimento politico che ama e tutela le diversità, perché il buon Dio ci ha fatti diversi”. E poi ha aggiunto: “Sicuramente, questo è un congresso contro ogni tipo di guerra e conflitto, contro le guerre commerciali. Vogliamo proporre un futuro diverso, che non significa sfilare in piazza con bandiere rosse sventolanti". Il vicepremier non ha dubbi sulla questione dei dazi: "La trattativa col governo americano ci deve essere, sarà complicata, sarà complessa, sarà delicata, ma è meglio dialogare che guerreggiare". Salvini, poi, ha puntato il dito contro “le politiche europee che stanno distruggendo le nostre imprese” che devono essere azzerate come il Patto di stabilità e il Green deal così come “la burocrazia europea". E ancora: “Parlano dei pericoli dei dazi di Trump sulle auto europee ma stando alle folli direttive 7 milioni di veicoli euro-5 tra poche settimane dovrebbero essere fuori legge”. Salvini ha poi terminato il suo intervento dicendo: “L’intervento politico me lo tengo per domani. Sì, la storia della Lega è una storia di coerenza e di costanza, mai di conformismo. Queste ore dimostrano che c’è bisogno di studiare, di capire, di agire in base a un obiettivo non a breve, ma a medio e lungo termine”.

L'ospite a sorpresa della giornata è Elon Musk che è intervenuto in videocollegamento dopo esser stato presentato proprio da Salvini. "Le restrizioni sulle libertà di espressione sono di impostazione fascista, chi incoraggia la censura in qualche modo sta dicendo che è contro la libertà di espressione", ha detto il fondatore di Tesla che, poi, ha aggiunto: "Le idee dovrebbero vincere per le argomentazioni". Il tycoon americano ha smentito le indiscrezioni di Politico secondo cui sarebbe sul punto di lasciare la guida del Dipartimento per l'Efficenza governativa (Doge): "È difficile ridurre la burocrazia, noi siamo molto trasparenti, qualsiasi azione viene postata sul sito web e su X, ma veniamo accusati di qualsiasi cosa, di fatto tagliamo spese assurde, ma ci attaccano ferocemente. Chi vuole ridurre la libertà di espressione, è un Mussolini, uno Stalin, un Hitler, le restrizioni sono di impostazione fascista". Sollecitato da Salvini, Musk ha parlato anche dei migranti: "L'immigrazione di massa è una cosa folle, porterà alla distruzione di qualsiasi Paese la consenta, è una situazione molto difficile: ci sono 8 miliardi di persone al mondo. Se in un Paese di 50 milioni di abitanti una piccola percentuale del resto del mondo arriva in quel Paese, lo trasforma in un Paese diverso". E ancora: "Un Paese non è una geografia ma le persone che lo abitano: questo è un concetto fondamentale, che dovrebbe essere ovvio". Secondo Musk "con il terrorismo alla fine vedremo uccisioni di massa in Europa, i vostri amici, le famiglie, saranno tutti a rischio: vediamo un aumento enorme del numero di attacchi in Italia e, in Europa in generale, e i media cercano di ridurre l'impatto di questi attacchi. Vedremo uccisioni di massa in Europa. Questa è la tendenza". Sull'Ucraina, poi, Musk ha detto chiaramente di non aver alcun rispetto "per chi incoraggia la guerra" e ha aggiunto: "Se si parla con quelli della sinistra ci dicono che non possiamo cedere alla Russia, ma non hanno alcun piano per il futuro: stiamo mandando persone a morire tutti i giorni senza un piano. È inumano e non ha senso. Il presidente Trump ha ragione, dobbiamo ottenere la pace ed è arrivato il momento che il massacro di tutti questi giovani e meno giovani si fermi”. Musk, infine, spera che sui dazi "ci sposteremo a una situazione di zero dazi in futuro, creando una zona di libero scambio tra Italia e Nord America, con una maggior possibilità di spostarsi a chi vuole lavorare in questi due Paese. Questo - ha concluso -è stato il consiglio che ho dato al presidente”.

I due capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, rispettivamente segretari regionali di Piemonte e Lombardia, nei loro interventi hanno chiesto il ritorno di Salvini alla guida del ministero dell'Interno. "In questo momento sull’amministrazione della giustizia, sulla sicurezza credo si stia facendo bene l'ordinario, ma credo che su questi temi serva qualcosa di straordinario. E solo Matteo Salvini tornando al Viminale potrà farlo", ha detto Riccardo Molinari concludendo: "Credo che questo Congresso debba chiedere a Salvini di tornare al ministero dell'Interno. Matteo pensaci perché credo che qui su questo siano tutti d’accordo”. Anche secondo Massimiliano Romeo "se si dovesse aprire una strada percorribile che possa portare Matteo Salvini a tornare a fare il ministro dell'Interno, dobbiamo per forza e a tutti i costi seguirla, perché è quello che dobbiamo fare proprio per il grande lavoro concreto e quello che ha dimostrato sul campo". Romeo, poi, si è rivolto al presidente del Consiglio: "Meloni sta facendo bene, il centrodestra deve essere unito pur con delle differenze perché non siamo un partito unico, ma un certo punto un ragionamento con la Meloni dovremo proporlo: le regioni del nord dove governa la Lega devono restare alla Lega, tutte le regioni, Lombardia compresa". Anche i due vicesegretari Andrea Crippa e Claudio Durigon hanno chiesto il ritorno di Salvini al Viminale. "Spero e mi auguro per il bene non solo della Lega ma di tutta l'Italia che Matteo Salvini possa tornare a fare il ministro degli Interni", ha detto il primo. "Matteo, sono convinto che tu debba tornare al Viminale, perché c'è stata una vera ingiustizia. Ci devi andare. Noi siamo pronti a sostenere questa ipotesi e cercheremo di farlo capire ai nostri alleati", gli ha fatto eco il secondo.

Il governatore del Veneto Luca Zaia, invece, è tornato sui temi di politica estera e ha precisato: "Vedendo e ascoltando Elon Musk si capiscono tante cose, e una cosa si capisce chiaramente, della quale noi siamo arciconvinti da tempo: noi siamo contro la guerra, e questo non vuol dire essere i cheerleader di Trump". E ha rimarcato la necessità che "l'Europa non crei un nuovo nemico, già l'Europa non dialoga più con la Russia, se ci creiamo anche nemici con gli Stati uniti, che sono sempre stati nostri compagni di viaggio...". Sulla tenuta del governo, invece, ha detto: "Qualcuno dice che siamo fedeli alla maggioranza? La fedeltà è dei cani, noi siamo leali che è un'altra roba. E alla maggioranza ricordiamo con molta lealtà che ci siamo presi l'impegno dell'Autonomia e delle riforme". E ha aggiunto: "Sul fronte della lealtà, ci siamo. L'autonomia la facciamo per scelta, o, se necessario, per necessità". Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, è intervento sul terzo mandato definendolo "un passaggio fondamentale, non per confermare un governatore ma per permettere alla democrazia di andare avanti". E ha aggiunto: "Mettere per legge che i cittadini non possono scegliere perché una norma gli impedisce di scegliere un candidato è un impoverimento del processo democratico. La democrazia si esplica attraverso il voto e non attraverso una norma che gli impedisce di candidarsi". Attilio Fontana, presidente della Lombardia, ha lanciato un messaggio chiaro: "Dobbiamo ricominciare a parlare di federalismo, sarà il passo dopo l'autonomia. L'autonomia è un passaggio ma noi dobbiamo guardare a qualcosa di più ampio. Dobbiamo ambire a una riforma di questo stato in senso federale. Questa deve essere la scelta che dobbiamo traguardare". E, poi, dopo essersi lamentato dei tempi troppo lunghi per arrivare all'autonomia, ha sentenziato: "Senza federalismo fiscale manca qualcosa per combattere la prova dell'autonomia".

E ancora: "Dobbiamo essere sempre compatti sul fatto che noi non vogliamo accettare il centralismo, che non funziona". Fontana ha chiesto più responsabilità per far funzionare meglio le Regioni italiane e ha concluso: "E non ascoltiamo la sinistra, che dimostra di non avere idee ma cerca solo di contestarci senza proporre".

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