Evasometro e controlli incrociati, la strategia Gdf contro l'evasione

L'audizione del generale Vinciguerra alla commissione Finanze del Senato sulla rottamazione Quinques

Evasometro e controlli incrociati, la strategia Gdf contro l'evasione
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Solo 100 miliardi su circa 1.280 miliardi al 31 gennaio 2025, neanche l’8%. Eccolo, il tesoretto del magazzino di cartelle fiscali su cui, secondo il capo del III Reparto operazioni del Comando generale della Guardia di Finanza, Luigi Vinciguerra, "ci sono ancora prospettive di recupero". È un dato acclarato da più fonti, ma per evitare di arrivare a questo punto cosa deve fare l’Erario? Secondo l’ufficiale Gdf bisognerebbe “prevedere dei meccanismi automatici per il controllo dei versamenti effettuati in caso di pagamento rateale, così da rilevare quali soggetti siano incorsi in ipotesi di decadenza e ripristinare le procedure esecutive volte alla riscossione dei crediti", ha detto Vinciguerra in commissione Finanze del Senato, presieduta da Massimo Garavaglia.

E sulla rottamazione quinques il suggerimento è quello di monitorare "l’adesione da parte dei contribuenti alla definizione agevolata” e collegarla ai procedimenti penali attualmente pendenti, “alla luce delle novità introdotte dalla riforma fiscale” con riferimento ai reati di omesso versamento che ne “subordina la punibilità all’assenza di procedure di rateazione delle somme dovute in corso di esecuzione o alla decadenza dal beneficio della rateazione", con relativa sospensione del processo penale e limiti al sequestro. Insomma, chi aderisce lo farebbe anche per alleviare il suo carico penale e questo sarebbe un "ulteriore incentivo all’adesione all’istituto in rassegna e alla regolare prosecuzione dei pagamenti rateali".

Il secondo suggerimento dell’ufficiale è quello di un monitoraggio più frequente sui fenomeni fraudolenti dietro la formazione di crediti inesigibili nel magazzino fiscale, attraverso due norme già in discussione: "La prima proposta riguarda la necessità di prevedere una sempre più tempestiva alimentazione dell’archivio dei rapporti finanziari con comunicazioni mensili e non annuali". L’altra riguarda il “reclutamento di finanzieri in possesso di specifiche competenze e professionalità da impiegare nella funzione di analisi” del rischio.

Poi c’è il capitolo Evasometro, che sarà sviluppato nel 2025 e sarà basato sull’analisi di vari indicatori specifici per identificare i soggetti con un alto rischio di evasione tra chi è esposto con l’Erario eppure sono in possesso di consistenti disponibilità finanziarie all’estero, per non parlare delle partite Iva apri e chiudi e delle frodi sui crediti d’imposta.

“Vale la pena concentrarsi sui recidivi se si incrociano i dati per importi importanti

e si fanno controlli mirati è oggettivamente di buon senso e aiuta a distinguere i soggetti che aderiscono alla rottamazione in buona fede da chi lo fa in maniera strumentale”, ha detto Garavaglia al generale Vinciguerra.

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