"No, non lo facciamo". È braccio di ferro tra Ong e governo

Sono in corso le indagini per appurare se esistano violazioni al decreto del governo sulla gestone dei migranti: a Taranto accertamenti sul comandante

"No, non lo facciamo". È braccio di ferro tra Ong e governo

La nave Geo Barents è la prima a essere attraccata in Italia dopo l'entrata in vigore del decreto che attua una stretta sull'attività delle Ong. Questa mattina, la Geo Barents è arrivata a Taranto, dove ha sbarcato 85 migranti ma sono già ravvisabili ipotetiche violazioni nel suo comportamento rispetto a quanto indicato dal decreto, in primo luogo per quanto concerne il passaggio relativo all'inoltro delle domande di asilo politico. La nave dovrebbe tuttavia eludere le sanzioni questa volta, in quanto il decreto è entrato in vigore quando i migranti erano già sulla nave.

Nel decreto entrato in vigore il 3 gennaio a mezzanotte e un minuto viene indicato che vengano "avviate tempestivamente iniziative volte a informare le persone prese a bordo della possibilità di richiedere la protezione internazionale e, in caso di interesse, a raccogliere i dati rilevanti da mettere a disposizione delle autorità". Ebbene, a bordo della nave armata dall'organizzazione Msf non è stato fatto quanto richiesto, come da stessa ammissione dell'equipaggio: "Non è stata firmata alcuna richiesta di asilo politico, perché sulla barca non si compila alcuna richiesta. I profughi sono stati informati su quali sono i loro diritti. Loro dopo decidono se farlo e se presentare una richiesta alla questura, poi si vedrà l'esito". Così ha spiegato Matias Gil, capo missione di Medici Senza Frontiere.

Appare evidente che non ci sia alcuna intenzione da parte delle organizzazioni non governative di ottemperare al decreto del governo italiano, che pur eliminando conseguenze penali, introduce sanzioni amministrative che arrivano fino alla confisca in caso di violazione. L'equipaggio della Geo Barents si è limitato a informare i migranti, senza però coinvolgere lo Stato di bandiera, che non assume così alcun obbligo di accoglienza. Ora l'analisi dell'operato della Geo Barents è in capo al Viminale, che vaglierà l'azione della nave anche in relazione a un terzo tentativo di intervento, non richiesto dalle autorità italiane, quando già alla nave era stato assegnato il porto di Taranto. L'intervento non è stato portato a conclusione perché Geo Barents non ha trovato la barca in distress segnalata, ma ha comunque lasciato la rotta assegnata.

"Escludiamo il sequestro della Geo Barents, non c'è un motivo valido. Noi stiamo spendendo più soldi in legali che nella ricerca e soccorso. È un paradosso, è ridicolo. Noi stiamo salvando vite e stiamo consultando i legali per contestare ogni misura, ogni nuova regole per vedere se questo è in linea con la normativa, anche internazionale", ha detto ancora Juan Matias Gil.

Il capo missione di Msf ha sottolineato come i due interventi ultimati siano stati condotti su richiesta delle autorità italiane ma tralascia il tentativo di terzo intervento, che non ha avuto coordinamento e autorizzazione. Inoltre, resta il nodo del mancato raccoglimento dei dati per le domande d'asilo.

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