Ritiro dal lavoro con Quota 103, si alzano anche gli assegni minimi

Ritiro dal lavoro con Quota 103, si alzano anche gli assegni minimi

Il governo ha inserito in manovra un provvedimento per evitare il ritorno alla Legge Fornero sulle pensioni all'inizio del 2023. Ci sarà anche un aumento delle pensioni minime, voluto da Forza Italia, che dovrebbero arrivare a 600 euro (da 523). Per quanto riguarda l'età pensionabile la soluzione elaborata dalle forze del governo si chiama Quota 103 e permetterà di accedere alla pensione a tutti coloro che hanno almeno 62 anni d'età e 41 anni di versamenti alle spalle. La misura varrà per tutto il 2023, poi si vedrà. Come anticipato dal sottosegretario al Lavoro in quota Lega, Claudio Durigon, l'idea sarebbe quella di prendersi un anno per pensare a una riforma complessiva e strutturale, che permetterebbe ai lavoratori di andare in pensione una volta raggiunti i 41 anni di contributi e senza alcun limite d'età. Saranno confermate anche misure che permettono una flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, come Ape sociale e Opzione donna (misura quest'ultima che dovrebbe costare circa 1 miliardo).
Per recuperare risorse e finanziare così gli interventi sulle pensioni, il governo ha messo sul tavolo anche una rimodulazione dell'indicizzazione delle pensioni. In pratica, ci sarebbe una stretta sul recupero dell'inflazione per le pensioni più alte. In base a come verrà effettivamente messo in campo il provvedimento, questo dovrebbe portare a recuperare risorse tra 1,5 e 3 miliardi di euro.

In ogni caso, al momento di andare in stampa, circolano alcune ipotesi. Innanzitutto sembra che le pensioni fino a importi di 2.097 euro mensili avranno una rivalutazione all'inflazione che sarà al 100%. Mentre per gli assegni tra le quattro e le cinque volte il minimo (ovvero tra i 2.097 e i 2.621 euro mensili) il recupero potrebbe fermarsi al 75%. Quelli che, invece, dovrebbero essere maggiormente colpiti, con tagli dal 75 al 50% della rivalutazione, dovrebbero essere le pensioni superiori a cinque volte il minimo, cioè a 2.621 euro lordi al mese.

Non è tuttavia da escludere che si possa applicare una sorta di franchigia, ovvero che il taglio della rivalutazione delle pensioni possa fermarsi solo alla parte eccedente i 2.097 euro: se così fosse, i risparmi complessivi stimati dovrebbero essere di 1,45 miliardi.

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