
È polemica in Emilia-Romagna per l'aumento delle tasse disposto dalla giunta regionale guidata da Michele de Pascale (nella foto). Un aumento a tutto campo, dall'Irpef al ticket sanitario di 2.20 euro a scatola, che incide pesantemente sulle tasche dei cittadini. Un aumento che finirà in Parlamento. Infatti il responsabile Enti locali e capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, ha annunciato un'interrogazione per vederci chiaro.
«L'Emilia- Romagna «diventa capitale delle tasse nel nord Italia. - scrive il senatore azzurro - «Il caso del bilancio opaco sollevato da Vignali-Castaldini finisce in Parlamento. L'aliquota Irpef schizza e colpisce pesantemente il ceto medio, l'Irap è la più alta del nord Italia, il bollo auto cresce del 10 per cento e, notte tempo, De Pascale si inventa il ticket sui farmaci, 2,20 euro per singola scatola. Questa imposizione sulla spesa farmaceutica è tre volte, quella che gli emiliani-romagnoli hanno avuto con Errani, negli anni più pesanti del governo Monti. Questa sinistra continua a tassare qualsiasi cosa, pur di non mettere mano ai suoi bilanci e tagliare tutte le spese superflue. L'Emilia- Romagna è diventata una vera e propria eccezione nel panorama del nord Italia per pressione fiscale», aggiunge. Gasparri denuncia anche le modalità con cui gli aumenti sono stati messi in atto: «'La manovra - aggiunge - doveva essere nota ai consiglieri regionali 45 giorni prima, ma i ticket sono stati inseriti in zona Cesarini. O addirittura fuori tempo massimo. Per questo presenterò un'interrogazione al Senato per sapere come stanno esattamente le cose sia per il ticket sia per le mancate linee di indirizzo alle Ausl. Mi chiedo come sia possibile fare un bilancio regionale senza dire alle Aziende Sanitarie quali siano le priorità. Confido che la Consulta di Garanzia Statutaria entri nel merito. Di certo io voglio vederci chiaro. Nei documenti di bilancio si parlava di una tassa sui farmaci solo per i redditi sopra i 35.000 euro, poi alla fine si è scelta una tassa diffusa pari ai 'famosi' 2,2 euro. Un vero e proprio maxi ticket non giustificabile. Questa deriva della sinistra cozza con i tanti provvedimenti governativi, primo fra tutti la riduzione degli scaglioni e delle aliquote Irpef. Così, mentre Roma taglia, a Bologna mettono le mani in tasca ai cittadini».
Gli aumenti, oltre che Irap e ticket sanitario, riguardano anche il bollo auto e l'Irap.
E di fronte alle critiche il governatore De Pascale fa spalucce e dà la colpa ai tagli del governo: «Avevamo un'alternativa all'aumento delle tasse - dice al Corriere della sera - tagliare sulla sanità». Tra le misure più contestate l'aumento dell'Irpef per i redditi tra i 28 e i 50mila euro, che certo non possono definirsi stipendi d'oro.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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