Ilva, Enrico Bondi nominato commissario straordinario

Il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato: "La chiusura comporterebbe un costo annuo di 8 miliardi"

Ilva, Enrico Bondi nominato commissario straordinario

Sarà Enrico Bondi il commissario straordinario chiamato a risanare l’Ilva per i prossimi 36 mesi. Il governo accelera e arriva il commissario per l’azienda di Taranto. "C’è la decisione di convocare oggi il Governo per un decreto che preveda un commissariamento temporaneo dell’Ilva", ha annunciato il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato prima di intervenire alla Camera per l’informativa del governo.

Il decreto di Palazzo Chigi servirà a gestire l’azienda "attuando l’Aia". L'incarico di Bondi, che sarà nominato dal presidente del Consiglio entro una settimana, avrà una durata "massima" di 36 mesi e potrà avvalersi di due subcommissari, uno nominato dal ministero dello Sviluppo e uno da quello dell’Ambiente. Il commissariamento è previsto in presenza di uno "stabilimento di interesse strategico nazionale la cui attività produttiva comporti pericoli degradanti per l’integrità dell’ambiente e della saluta a causa della inozzervanza delle norme", recita il provvedimento. Il ministro dello Sviluppo ha quantificato l’impatto di una eventuale chiusura dello stabilimento pugliese "in oltre otto miliardi di euro annui". La cifra, ha spiegato Zanonato, è "imputabile per circa sei miliardi alla crescita delle importazioni, a 1,2 miliardi per il sostegno al reddito e i minori introiti per l’amministrazione pubblica e circa 500 milioni in termini di minore capacità di spesa per il territorio direttamente interessato". Zanonato ha anche sottolineato che la gestione dell’Ilva da parte dell’attuale proprietà ha visto "investimenti non sufficienti alla tutela ambientale» e le relative misure per la riduzione del rischio sono state «totalmente o parzialmente disattese dall’azienda".

A differenza della magistratura l'esecutivo sta lavorando per tutelare l’Ilva perché la sua chiusura sarebbe vista "con estrema soddisfazione dai maggiori competitor europei e mondiali" e perché la sua cessione a soggetti stranieri "esporrebbe il nostro Paese al rischio di un forte impoverimento della capacità tecnologica e di innovazione".

Per questo, ha avvertito Zanonato, "adotteremo tutte le azioni utili a tutelare l’ambiente e la vivibilità di Taranto nella consapevolezza che un’interruzione della produzione peggiorerebbe ulteriormente la situazione rendendo impossibile la bonifica dei siti inquinati". Dalle decisioni che vengono prese sull’Ilva, ha concluso Zanonato, "dipende il futuro della siderurgia italiana e più in generale la credibilità del nostro Paese".

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