Malesani chiede entusiasmo ma non lo crea

Malesani chiede entusiasmo ma non lo crea

Genoa contro Chievo+Parma in doppia trasferta padana, 6 gol (a 2) sul groppone e zero punti per il Grifone. Regalando un po' di sale alla ferita, dico che un'umiliazione del genere con il pragmatico e compassato Ballardini in panchina non si sarebbe patita. Ma vado più in là, per un paragone fra personaggi «o famo strano». Prendo lo spunto in data odierna dal sesto anniversario della prematura scomparsa di Franco Scoglio - 3 ottobre 2005 - per affermare con cognizione di causa che nemmeno con il vulcanico Professore sul ponte di comando l'attuale organico rossoblu avrebbe subito simili bastonate. Malesani è strano e talvolta un po' matto, si lamenta dei mugugni e chiede entusiasmo: intanto però - è questo il suo «tallone d'Achille»? - non s'industria a crearlo. Scoglio era strano e sicuramente un po' matto, ma mai un lamento: e persino nella bufera riusciva a creare entusiasmo. Straordinario venditore della propria merce, il mitico profeta della «zona sporca» faceva parte della ristretta categoria dei tecnici che fanno riconoscere d'acchito la loro «mano» sulla squadra. Caratteristica che non è finora riscontrabile in Malesani. Personaggio ingombrante e tecnico genialmente maniacale, votato a offrire il meglio di sé nelle emergenze e dunque «genoano ad honorem», il Professore aveva purtroppo il «tallone d'Achille» nel carattere manicheo che i nani e le ballerine - giocatori, dirigenti, giornalisti - che purtroppo non difettano nel circo della pedata finivano per boicottare: sicché a tre mesi Scoglio era il miglior tecnico del mondo e a sei mesi restava il migliore d'Italia, ma a nove mesi era magari in odore di siluramento o probabilmente silurato, caro Professore che riposa finalmente in pace.
Malesani può per vero legittimamente accampare l'alibi di doversi arrangiare, a protezione (?) di un portierissimo come Frey, con centrali difensivi di marmo (Bovo, Dainelli, Granqvist) che non offrono adeguato conforto all'eroico Kaladze (usque tandem?); con due terzini sinistri - Antonelli e Moretti - che non fanno un piede di Criscito (il dente duole); con un isolatissimo Airone dalle ali flaccide o un generoso Cammello centrindietro, là davanti, a teorico complemento del grande Palacio. Progressi alla mano, ora il tecnico punta sul totale recupero del sostanzioso Jankovic; ma se continua a rinunciare alla reattività di Seymour e al talento di Birsa in un macchinoso centrocampo di pachidermi come l'egoista Kucka, «lento pede» Veloso e lo stranito Constant, per salvare la parte sinistra del tabellone a Malesani non resta che la danza della pioggia, nella speranza che ne venga giù tanta da appesantirgli brutalmente il campo. Altro che erba sintetica al Ferraris…
D'altronde, se Sparta piange Messene non ride. Scavalcando la barricata, rivolgo un accorato appello ai superficialoni che, sprezzanti del ridicolo, insistono a definire questa Sampdoria «una corazzata», «la Juve della serie B» e facilonerie similari: per favore, smettiamola di farci ridere dietro. A cominciare dall'allenatore, ci si affidi finalmente al buonsenso e si pedali in umiltà. Il Padova di Dal Canto gioca nettamente più rapido e ai migliori incursori (Cacia, Cutolo, Lazarevic, Ruopolo) dà di mano senza pensieri. Il Torino di Ventura è fisicamente più forte ed è guidato da un vecchio marpione che magari fosse tornato sulla panca blucerchiata.
La corsa ai primi due posti che valgono la promozione diretta in serie A, già durissima così, è inoltre insidiata dal Brescia di Scienza, il Grosseto di Ugolotti e il Sassuolo di Pea. La situazione è grave e seria. Risento parlare del fragile Pozzi (speriamo bene) ma intanto non voglio più vedere Maccarone centravanti al posto di Piovaccari - ideale «gemello» di Bertani - con il tragico risultato di bruciare completamente il primo e perdere definitivamente il secondo; non voglio più vedere «tout court» quel disperante arruffone di Koman; tanto per provare, vorrei finalmente vedere, con la coppia Castellini-Semioli a sinistra, la fascia destra coperta da Sarchiapone-Rispoli terzino e Padalino (in prolungata indisponibilità di Foggia) mediano-ala.

In attesa che il Cielo restituisca ad Atzori Saracinesca-Romero, un Gastaldello risanato e un Palombo meno macchinoso, attendo con qualche apprensione il doppio ravvicinato verdetto del campo, domani sera (ore 20.45) a Verona e domenica a Marassi (ore 12.30) per la grigliata col Sassuolo.

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