La manovra è al Senato E c'è aria di scudo fiscale

In un'Aula semideserta (ci sono solo 11 senatori) via alle trattative sulle misure anti crisi. L'iter inizierà lunedì. Strada in salita per il Tfr in busta paga. L'opposizione apre su pensioni e contributo di solidarietà

La manovra è al Senato 
E c'è aria di scudo fiscale

di Francesca Angeli e Antonio Signorini

RomaStrada in salita per il Tfr in busta paga, Trattative aperte, anche se con margini molto stretti, sulle pensioni e sul contributo di solidarietà. Infine torna l’ipotesi di un ritorno dello scudo fiscale. Una nuova edizione per fare rientrare i capitali rimasti all’estero, con una «penale» superiore a quella del 5 per cento inserita nella versione precedente. Idea nata dal fatto che la proposta emersa nei giorni scorsi di tassare i capitali già «scudati», con un aliquota all’uno o al due per cento, potrebbe scatenare una valanga di ricorsi. Senza contare le difficoltà di realizzarla.

In un’Aula praticamente deserta, soltanto 11 i senatori presenti, la manovra ha compiuto il primo passo. Assenze prevedibili, visto che il passaggio di ieri era solo formale: l’assegnazione del decreto di Ferragosto alle commissioni competenti. L’iter vero e proprio inizierà lunedì, ma la partita sui nodi cruciali è già iniziata dentro e fuori la maggioranza.

Lo spazio per discutere ed emendare il provvedimento, accogliendo i suggerimenti che vengono anche da dentro il centrodestra, c’è. Lo confermano i capigruppo del Pdl di Senato e Camera Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto e i vice Gaetano Quagliarello e Massimo Corsaro. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, prospetta una discussione bollente in cima al vulcano con Guido Crosetto, uno di più noti tra gli scontenti del Pdl, che nei giorni scorsi ha chiesto modifiche sull’età pensionabile. «Andrò presto in Sicilia - dice La Russa - e ho già invitato Crosetto sull’Etna per illustrarmi le sue idee ».

Nonostante tutto, non sono ancora escluse novità nemmeno sul contributo di solidarietà, che potrebbe essere limitato ai redditi sopra 150 mila euro, oltre alla proposta di modularlo in modo diverso per premiare le famiglie. E non è ancora escluso lo stralcio di tutta la misura.

La trattativa nella maggioranza si concentra sulle pensioni. C’è il veto di Umberto Bossi, ma non si è interrotta nemmeno ieri la pressione di una buona fetta di Pdl. Ci sono gli scontenti di Crosetto, ma non solo. Anche il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta sta facendo pressioni per modificare il capitolo previdenza. Di questa partita fa parte anche Giuliano Cazzola, senatore Pdl: «Cercherò di rafforzare la parte che riguarda le anzianità, ma senza rompere con Tremonti». L’ipotesi è appunto quella di mini aumenti dell’anzianità. «Ma non si può non tenere conto dell’opposizione politica della Lega e di quella del sindacato, in primo luogo quello riformista. Quindi calma e gesso», commenta Gasparri.

Sulla previdenza una proposta di riforma dovrebbe venire dal Pd. Per la precisione da Gianni Baratta, ex sindacalista Cisl, che sta cercando di fare passare nel suo partito (coinvolgendo anche i centristi e parte del centrodestra), un’ipotesi del tutto diversa rispetto a quelle circolate in questi giorni: età minima per le pensioni 62 anni, contributivo per tutti e scelta volontaria. In sostanza chi vuole andare in pensione prima, percepirà una pensione più bassa. Non sta trovando molte sponde, invece, l’idea della Lega di mettere il Tfr in busta paga. Tecnicamente è realizzabile, ma limitatamente alle quote di Tfr delle imprese con più di 40 dipendenti che non vanno ai fondi pensione, ma finiscono nel conto della tesoreria. Costerebbe circa 4,1 miliardi di euro all’anno.

Intanto La Russa replica al quotidiano dei vescovi che ieri chiedeva uno stop alle missioni militari internazionali. Secondo l’Avvenire è «arrivato il momento di decidere un serio ridimensionamento».

Per il ministro della Difesa è ammissibile «discutere sugli investimenti, qualche aereo in meno, qualche fregata in meno». Ma ricorda pure che «le forze armate sono le uniche che prima ancora della manovra hanno ridotto il costo delle missioni internazionali senza far venire meno un briciolo di sicurezza e di efficienza».

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