Bombe carta, petardi e tuffi nel Naviglio: 15 tifosi restano feriti

Ignorati i divieti di assembramento, tre giovani gravissimi: uno ha le dita amputate

Bombe carta, petardi e tuffi nel Naviglio: 15 tifosi restano feriti

E per fortuna che doveva essere una festa. Forse qualcuno concluderà che - complice l'atmosfera post Covid, quella da «liberi tutti» per intenderci - c'era da aspettarselo. Tuttavia colpisce come una raffica velenosa l'elenco di soccorsi e feriti stilato ieri mattina dall'Azienda regionale emergenza urgenza (Areu) che racconta una notte che in primo luogo non può che definirsi violenta. Con 15 feriti (di cui tre gravi) soccorsi tra piazza Duomo e le aree limitrofe, infatti, il bilancio più che gioioso assomiglia molto a quello di un bollettino di guerra o giù di lì. Perché la follia contenuta con difficoltà davanti alla lunga maratona tivù casalinga (i mega schermi erano stati vietati) durante la quale la nazionale italiana dopo 53 anni si è laureata campione d'Europa a Wembley, è poi esplosa riversandosi nelle strade di Milano e a nulla sono valsi i tentativi di evitare assembramenti: tutto il centro e strade di collegamento importantissime, come ad esempio corso Buenos Aires, sono state attraversate da folle di gente fino alle 4 del mattino e il traffico è andato in tilt.

Bombe carta, razzi e petardi sono stati fatti scoppiare senza ritegno (un fortissimo botto tra via Palestro e corso Venezia poco prima dell'una ha fatto pensare a un vero ordigno dinamitardo, ndr), il sagrato del Duomo è stato invaso da migliaia di tifosi. Che, nonostante le transenne, hanno preso d'assalto il monumento a Vittorio Emanuele II e ci si sono arrampicati sopra. Quindi gli ultras si sono esibiti in cori, balli, caroselli di vario genere ma purtroppo anche in molto, molto altro. Fumogeni e fuochi d'artificio di vario genere accesi a profusione, infatti, non sono bastati. Basti pensare che i feriti gravi sono tre ventenni ricoverati d'urgenza - due di loro in codice rosso - per lesioni varie tra cui anche quelle causate dalla deflagrazione di alcune bombe carta.

In particolare un 21enne di origine straniera è stato portato in condizioni gravissime al Policlinico per una profonda ferita all'addome dovuta proprio all'esplosione di una grossa e potente bomba carta. Sempre molto critiche anche le condizioni di un 22enne trasportato al Fatebenefratelli per una ferita penetrante dovuta, pare, a una transenna.

Un altro 21enne ha invece subito in ospedale l'amputazione di tre dita di una mano per l'esplosione di una bomba carta.

Quindi ci sono stati veri e propri assalti ai mezzi pubblici, soprattutto ai tram, sui quali molti tifosi sono saliti a frotte, decine di cestini dell'immondizia incendiati, senza contare i tuffi nei Navigli e in Darsena e anche la rapina di un cellulare a due persone assalite e circondate da alcuni uomini mentre stavano festeggiando in auto. Due di questi malviventi, entrambi algerini, sono arrestati da due vigili.

E i divieti di assembramento contro la

diffusione della pandemia, gli appelli alla prudenza e l'obbligo all'utilizzo della mascherina tanto sbandierati alla vigilia della finale insieme alle nefaste conseguenze a cui potremmo andare incontro? Completamente ignorati.

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