Alla fine Bernardo sbotta e chiede sintonia e risorse. La risposta: "Avanti uniti"

Il candidato sollecita i partiti della coalizione. Salvini assicura: "La partita è ancora aperta"

Alla fine Bernardo sbotta e chiede sintonia e risorse. La risposta: "Avanti uniti"

Bernardo sbotta e riparte. E Salvini ci crede ancora. La partita per il centrodestra resta aperta, ma ieri è stato il giorno più tormentato, in una campagna elettorale che ormai va verso il giro di boa.

Il caso di giornata è stato lo sfogo del candidato sindaco, che ha richiamato i partiti a un maggior impegno - anche finanziario - e a una maggior sintonia. In un messaggio vocale diretto ai responsabili politici della coalizione - reso pubblico ieri pomeriggio da Repubblica - Bernardo prospettava addirittura un suo possibile ritiro dalla competizione elettorale - da annunciare in conferenza stampa lunedì - in mancanza di un impegno anche economico di tutti.

Poi in serata ha minimizzato: «Sono toni da campagna elettorale - ha spiegato - per accelerare le lentezze burocratiche dei partiti. Il vocale è una richiesta perché nelle ultime settimane si provveda alle esigenze, la macchina elettorale senza benzina non può andare avanti». «La coalizione - ha proseguito - è talmente solida che mi posso permettere di parlare chiaro e non al bar di nascosto come facevano altri. Nessuna conferenza stampa - ha precisato - continuo non per i partiti, né per Bernardo ma per i cittadini».

La giornata non era iniziata meglio: il candidato sindaco aveva letto la singolare (auto)bocciatura del capolista di Fdi Vittorio Feltri, e aveva provato a fare buon viso a cattivo gioco: «Ringrazio Feltri per aver ricordato che sono un medico e non un politico - ha detto Bernardo - Infatti sono espressione della società civile milanese sostenuto da una coalizione politica». Quindi aveva rimesso a fuoco l'avversario, l'uscente Beppe Sala, con un'immagine efficace: «Negli ultimi cinque anni - ha detto - non ha fatto nulla per Milano. Come il mago di Oz che ha fatto tante promesse inconcludenti. È arrivato il momento per Milano di rialzarsi e guardare avanti per rigenerare questa città». E Salvini aveva ostentato fiducia anche ieri, spiegando che «la partita è aperta». «Sala la dà per vinta - aveva garantito in mattinata - Bisogna smuovere quella metà dei milanesi che non vota». Vincere a Milano è possibile».

Dopo il caso del vocale, poi, tutti i partiti della coalizione hanno diffuso una nota congiunta per «risintonizzarsi». «La Lega Salvini Premier, Fratelli d'Italia, Forza Italia, la lista Luca Bernardo sindaco, Milano Popolare e il Ple - si legge nel documento firmato da Stefano Bolognini, Stefano Maullu, Cristina Rossello, Alessandro Colucci, Flavio Ramella, oltre che dallo stesso Bernardo - confermano il massimo impegno a sostegno della candidatura di Bernardo. La grande affluenza e il successo di tutti gli eventi organizzati in questi giorni a Milano per Bernardo ci mostrano una grande voglia di cambiamento in città e soprattutto una concreta possibilità di ottenere un buonissimo risultato reale ben oltre i dati dei sondaggi.

Purtroppo siamo stati penalizzati da un ritardo nella possibilità di utilizzare gli spazi elettorali. Anche per questo nelle prossime due settimane metteremo in campo ogni sforzo per sensibilizzare i Milanesi al voto e per convincerli a cambiare guida della città».

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