Milano, cinque indagati per epidemia colposa al Pio Albergo Trivulzio

Il direttore generale del Pio Albergo Trivulzio, Giuseppe Calicchio, e altri tre dirigenti dell'Istituto Palazzolo Don Gnocchi sono stati indagati per epidemia colposa e omicidio colposo. Atto dovuto per far partire le indagini nelle Rsa

Milano, cinque indagati per epidemia colposa al Pio Albergo Trivulzio

Giuseppe Calicchio, direttore generale del Pio Albergo Trivulzio, è stato iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta della Procura di Milano. I reati ipotizzati sono quelli di epidemia colposa e omicidio colposo. Si tratta di un atto dovuto, il primo passo formale indispensabile per far partire le indagini dei sostituti procuratori Mauro Clerici e Francesco De Tommasi, del pool coordinato dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che si occupa dei reati legati alle colpe mediche e ai soggetti deboli.

Un passaggio tecnico, quindi, che è stato ripetuto anche per tre dirigenti di un’altra Rsa milanese, quella dell’Istituto Palazzolo-Don Gnocchi. In questo caso a finire nel registro degli indagati sono stati il direttore Antonio Dennis Troisi, la direttrice sanitaria Federica Tartarone e l'amministratore della cooperativa Ampast, Papa Waly Ndiaye. "Come chiarito dagli stessi inquirenti, si tratta di un atto dovuto per procedere nelle indagini", ha fatto sapere la direzione della fondazione che gestisce diverse rsa lombarde.

Nei giorni scorsi i vertici della strettura avevano depositato una memoria in procura con cui la Don Gnocchi "attraverso una corposa documentazione" puntava a dimostrare "la sostanziale infondatezza delle accuse rivolte". "Dai documenti depositati siamo certi che la Magistratura potrà valutare appieno la trasparenza dell'operato della Fondazione", prosegue la nota, con i vertici dell’Istituto che si sono messi a disposizione dell’autorità giudiziaria per i chiarimenti necessari.

L’inchiesta della procura meneghina, che nasce dalle denunce delle famiglie degli anziani ricoverati, oltre che di associazioni e sindacati, punta a fare luce sull’alto numero di morti per coronavirus nelle RSA del Pio Albergo Trivulzio, della Don Gnocchi e della casa di riposo di Mediglia. Un numero, quello dei decessi che, per quanto riguarda il Pat, secondo fonti investigative sentite dall’agenzia di stampa Agi, ancora "non si può quantificare con esattezza".

Sotto accusa ci sono il "mancato isolamento provvidenziale dei pazienti che mostravano i primi sintomi" e "l'omissione dell'adozione tempestiva di mascherine e di tamponi". Sulla vicenda la Regione Lombardia ha istituito due commissioni, una sul Trivulzio, una sulle altre Rsa lombarde, proprio per "capire se ci sono state anomalie nell'organizzazione e nell'uso delle risorse".

Dalla direzione della casa di cura milanese ieri hanno fatto sapere che "per rispetto dei lavori delle commissioni, recentemente insediatesi, del Ministero della Salute e di Regione Lombardia con il Comune di Milano, e a maggior ragione se si è aperto un procedimento penale, al fine di consentire alle Istituzioni di cui sopra di operare in un contesto sereno e nell'ossequio del loro riserbo", nei prossimi giorni ci "si asterrà dal fornire dichiarazioni, dati e documentazioni".

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