Autorità di Tripoli: "Il Sudafrica ci restituisca il tesoro di Gheddafi"

I legami intercorsi in passato tra Gheddafi e le autorità di Pretoria sono stati biasimati con forza dai partiti di opposizione all’attuale leadership sudafricana

Autorità di Tripoli: "Il Sudafrica ci restituisca il tesoro di Gheddafi"

In questi giorni si è aperto uno scontro diplomatico tra Libia e Sudafrica a causa del tesoro di Gheddafi”.

Mohamed Taha Siala, ministro degli Esteri nel governo al-Sarraj, ha infatti accusato le autorità di Pretoria, riporta il settimanale sudafricano The Sunday Times, di custodire attualmente delle valigette contenenti cifre milionarie”, le quali, nel 2011, sarebbero state fatte sparire dal ràis poco prima di essere ucciso dai rivoltosi libici. Una volta lasciato il Paese arabo, queste valigette, al cui interno vi sarebbero oggi mazzette di “biglietti verdi” per un totale di oltre 23 milioni di dollari, sarebbero state, in un primo momento, ammassate da rappresentanti del governo del Sudafrica all’interno dei caveau della Banca centrale della “nazione arcobaleno”.

Successivamente, in seguito all’ascesa di Cyril Ramaphosa alla presidenza di Pretoria, i contenitori di denaro, sempre a detta di The Sunday Times, sarebbero stati trasferiti in un nuovo nascondiglio. Ramaphosa in persona li avrebbe infatti affidati al suo alleato Jacob Zuma, ex Capo dello Stato sudafricano. Quest’ultimo custodirebbe attualmente il “tesoro di Gheddafi” in un sotterraneo della sua residenza di lusso situata nella provincia del Kwazulu Natal, nell’est del Paese.

L’inchiesta del settimanale prosegue affermando che quei 23 milioni di dollari sarebbero in realtà nient’altro che la parte residuale dell’enorme patrimonio privato del ràis di Tripoli. La maggioranza delle risorse economiche di Gheddafi, una volta trasferite dalla Libia in Sudafrica, sarebbe finita infatti nelle tasche dei dirigenti dell’African National Congress (Anc), il partito da anni al potere nella “nazione arcobaleno” e di cui sono esponenti proprio Zuma e Ramaphosa. Questi ultimi avrebbero infatti partecipato al “saccheggio” delle fortune del dittatore libico, intascando buona parte dei milioni contenuti nelle “valigette” provenienti dal territorio libico.

Il governo di Tripoli, sostiene The Sunday Times, avrebbe quindi ultimamente sollecitato con forza Pretoria a restituirgli finalmente la quota rimanente del “tesoro di Gheddafi”, indicata dal governo al-Sarraj come capace di ossigenare non poco le casse pubbliche del Paese nordafricano.

Nonostante le accuse di “rapacità” lanciate dall’organo di informazione all’indirizzo della leadership dell’Anc, né Zuma né Ramaphosa hanno rilasciato commenti ufficiali sulla vicenda. Al contrario, i partiti di opposizione all’attuale governo del Sudafrica hanno denunciato i “legami oscuri” instaurati dalle autorità di Pretoria con dittatori e sceicchi arabi.

Ad esempio, la formazione politica marxista Economic Freedom Fighters ha etichettato i vertici Anc come “corrotti fino al midollo” e come “abituati a fare comunella con i peggiori nemici della cultura dei diritti umani”.

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