Bataclan, il terrorista si lamenta: "Vengo trattato come un cane"

Parla l'unico dei 10 kamikaze sopravvissuto: "Ho abbandonato la mia professione per diventare un combattente dello Stato islamico"

Bataclan, il terrorista si lamenta: "Vengo trattato come un cane"

Nella giornata di oggi si è aperto il maxiprocesso contro gli autori delle stragi terroristiche del 13 novembre 2015 allo Stade de France, al Bataclan e davanti ai bistrot parigini che portarono alla morte di circa 130 persone a cui si aggiunsero oltre 400 feriti. Tra i 14 imputati presenti vi è anche il franco-marocchino Salah Abdselam, l'unico dei 10 kamikaze sopravvissuto. "Allah è l'unico dio. Ci tengo innanzitutto a testimoniare che Allah è l'unico dio e che Maometto è il suo messaggero", è stato il cappello introduttivo dell'uomo in aula.

La denuncia del terrorista

Abdselam ci ha tenuto inoltre a denunciare le condizioni in cui è costretto a vivere quotidianamente da quando è stato trasferito in carcere, alzandosi in piedi e urlando nel box degli imputati: "Siamo come dei cani qui. Sono anni che vengo trattato come un cane. Qui (riferendosi alla nuova aula del tribunale, ndr) è bello, ci sono gli schermi e l’aria condizionata, ma dietro siamo trattati come cani". Il franco-marocchino ha voluto sottolineare il fatto di non essersi mai lamentato in questi anni e, puntando il dito nei confronti di Jean-Louis Périès (presidente della Corte di assise), ha aggiunto: "Dopo la morte resusciteremo e anche lei sarà chiamato a rendere conto".

La nuova "professione"

Abdeslam ha confermato la sua identità, rifiutando però di declinare le generalità dei genitori: "I nomi di mio padre e di mia madre non hanno nulla a che vedere qui". Inoltre, alla domanda sulla sua professione rivolta a tutti gli imputati, l'uomo ha risposto di aver "abbandonato la professione per diventare un combattente dello Stato Islamico". "A me risultava professione: lavoratore temporaneo", è stata la puntualizzazione del presidente Périès.

Il processo

Il processo durerà 9 mesi ed è da considerarsi il più grande mai organizzato in Francia per un affare criminale. Ecco perché si registra un'altissima attenzione mediatica e pubblica nei confronti di questo delicato passaggio. Come riportato dal Corriere della Sera, l'avvocato Olivia Ronen nel settembre del 2018 parlò con il terrorista in prigione. "Amo le sfide. Un avvocato non difende una causa, ma un individuo. Anche se certe volte si ha la tentazione di escludere qualcuno dall’umanità, questa persona ne fa parte tanto quanto noi", è stato il racconto della 31enne a Le Parisien.

Il timore è che le parole di Abdselam possano rappresentare un segnale lanciato all'esterno, una sorta di tentativo per fare proselitismo magari per convincere altri potenziali terroristi

a entrare in azione a stretto giro. L'uomo parlando con Mohamed Bakkali, sospettato di essere uno dei logisti del commando del 13 novembre, aveva rivelato: "Dopo sono andato da Mc Donald's. Al Mc Drive ho preso un menù di pesce".

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