Nella guerra ai tunnel di Hamas l'Egitto "recluta" cozze e vongole

I militari puntano a bloccare il confine con la Striscia grazie a una serie di fattorie ittiche. E i trafficanti corrono ai ripari

I bulldozer egiziani iniziano lo scavo al confine
I bulldozer egiziani iniziano lo scavo al confine

Se per bloccare i traffici che continuano tra la Striscia di Gaza e l'Egitto non è sufficiente una lotta strenua contro i tunnel che attraversano il confine, la natura può venire in aiuto.

Il Cairo lotta da dopo il colpo di Stato ai danni della presidenza Morsi per infliggere un duro colpo agli islamisti di Hamas. E l'ultima idea dell'esercito sembra prendere ispirazione dall'ultima grande opera realizzata dagli egiziani.

Se il "nuovo" canale di Suez è stato salutato con festeggiamenti imponenti e celebrato come un momento storico per il Paese, che porterà ricchezza e nuovi posti di lavoro, è di nuovo a un'opera d'acqua - di portata però minore - che i militari vorrebbero affidarsi per risolvere il problema del contrabbando tra il Sinai e Gaza.

Dai tunnel passa di tutto: alimenti, materiale da costruzione, uomini, donne e non di rado anche armi che finiscono nelle mani degli islamisti. La soluzione? Una serie di fattorie ittiche a ridosso del confine. Quattordici, su un tratto di terra da diciotto chilometri.

Gli scavi sono già partiti e i militari puntano a riempire le vasche con l'acqua del Mediterraneo, per iniziare ad allevarci cozze e scampi, su terre che fino a pochi mesi fa erano abitate dalle famiglie dell'area di Rafah, poi evacuate. E la reazione degli uomini di Hamas è piuttosto preoccupata.

"L'Egitto non dovrebbe accettare la politica dell'assedio di Israele", ha detto Mushir al-Masri, funzionario di Hamas. E il sindaco di Rafah, Subhi Radwan, sostiene che pompare acqua salata nelle vasche rischia di inquinare le falde acquifere che danno da bere a Gaza - una tesi su cui dissentono gli egiziani -, ma pure che potrebbe erodere il terreno e far crollare le case più vicine al confine dalla parte palestinese.

I trafficanti

intanto corrono ai ripari, scrive l'Associated Press, e dicono di essersi dotati di pompe per svuotare i tunnel che dovessero essere allagati. Intanto il prezzo delle merci al mercato nero continua la sua scalata.

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