Non dimentichiamo i cristiani: così si vive nella Siria in guerra

Mons. Tobji farà luce sulla situazione dei cristiani in Siria. L'evento, in diretta alle 17:00, sarà trasmesso sulla pagina Facebook de ilGiornale.it

Non dimentichiamo i cristiani: così si vive nella Siria in guerra

In Siria i cristiani stanno vivendo una situazione drammatica. Gli stralci della guerra, ancora in corso in alcune aree del Paese, le sanzioni economiche, che hanno ulteriormente strozzato i cittadini, alle prese con un'inflazione galoppante, e la pandemia di Covid-19 hanno definitivamente messo in ginocchio una nazione ormai allo stremo.

La persecuzione dei cristiani

Sono queste le dure prove che, ancora oggi, devono sopportare i "fratelli cristiani di Siria", come li ha definiti Joseph Tobji, arcivescovo maronita di Aleppo. Il mons. Tobji si collegherà oggi, alle 17:00, con Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) per fare luce su una vicenda non sempre illuminata a dovere. L'evento, al quale prenderanno parte Alessandro Monteduro, direttore Acs-Italia, Laura Lesèvre, Project manager di InsideOver, e Matteo Carnieletto, responsabile di InsideOver, sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook de ilGiornale.it.

Papa Francesco, prima dell'Angelus dalla Biblioteca del Palazzo apostolico, ha ricordato i cristiani vittime di persecuzione a causa della loro fede: "Oggi preghiamo per quanti soffrono persecuzioni per il nome di Gesù. Sono tanti, purtroppo. Sono più che nei primi tempi della Chiesa". La denuncia del Pontefice è chiara, e si ricollega direttamente anche alla situazione siriana: il numero di cristiani perseguitati oggi è più numeroso rispetto ai primi tempi della Chiesa.

La testimonianza di mon. Tobji

A differenza di altre aree della Siria, ad Aleppo non cadono più bombe e missili. La situazione resta tuttavia drammatica. Joseph Tobji è chiaro fin da subito: "Le persone fanno la fame. Le sanzioni economiche che gli Stati Uniti hanno imposto sul Paese stanno uccidendo il popolo. L'inflazione è aumentata molto". Le sanzioni pesano tantissimo sullo stile di vita dei siriani. "Quasi si stava meglio quando c'era la guerra", ripetono molti cittadini.

Per capire meglio di che cosa stiamo parlando, mons. Tobji ha tracciato un quadro drammatico: "Un impiegato statale guadagna circa 50mila lire siriane (circa 15 euro) al mese. Un chilo di carne è arrivato a costare 20mila lire e uno di formaggio 10mila e un chilo di riso 1.500 lire. Un affitto nelle case popolari costa 75mila. Un intervento chirurgico costa addirittura 10 milioni di lire siriane. Sono cifre astronomiche". In mezzo a tutto questo, troviamo anche corruzione e mercato nero. Il popolo è schiacciato su tutti i fronti.

"Una guerra per procura"

Uno dei rischi più grandi è che la Siria possa restare senza cristiani. Stiamo parlando di un'eventualità tanto seria quanto preoccupante. "Nel 2010, ad Aleppo, prima della guerra c'erano quasi 160-170mila cristiani. Ora, al massimo, ad essere ottimisti, se ne contano circa 40mila", ha spiegato Tobji. Per quanto riguarda gli scontri armati, secondo le statistiche in Siria ci sono più di 300mila combattenti stranieri venuti dall'estero, sia da Paesi arabi che europei. Ma perché, si è chiesto mons. Tobji, queste persone sono venute a combattere sul territorio siriano? Per soldi, potrebbe essere la risposta più scontata.

Ma ci sono anche altri aspetti da considerare. "Gli Stati Uniti stanno rubando il nostro petrolio. Trump ha detto sfacciatamente di essere interessato all'oil. I turchi stanno occupando una striscia di 50 chilometri nel nord della Siria", ha aggiunto l'arcivescovo maronita di Aleppo, citando alcune delle forze internazionali coinvolte in quella che è stata definita guerra per procura.

Per dieci anni, l'Occidente cristiano ha raccontato il conflitto in Sria con grande enfasi. Pochi si sono tuttavia accorti che a vessare la ricca comunità cristiana siriana non c'erano soltanto le sofferenze fisiche figlie della guerra. Alla base del conflitto, ricordiamolo, c'era anche la volontà di cancellare i cristiani dalla Siria. E una triste dimostrazione arriva, ad esempio, dal lungo elenco di religiosi uccisi e sequestrati nel corso degli anni. Quale sarà il futuro della Siria? "Sono ottimista.

Mi appoggio sul Signore, che è la nostra speranza. Sono tuttavia triste per il nostro popolo. Ogni giorno vedo persone che hanno problemi enormi e portano pesi insopportabili. Dentro di me resto tranquillo grazie alla fede", ha concluso mons. Tobji.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica