Ecco chi vince la guerra dei carri armati

Anche se la differenza si è praticamente annullata, sono i russi a possedere i carri armati più potenti e avanzati sul mercato: ecco la differenza con quelli ucraini ma perché Mosca non riesce a prevalere

Ecco chi vince la guerra dei carri armati

Il bollettino quotidiano che diffonde lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, aggiornato al 27 aprile, afferma che oltre ai 22.400 soldati russi uccisi nel conflitto, l'esercito di Putin avrebbe già perso ben 939 carri armati, un numero enorme e totalmente imprevisto dal Cremlino dopo soli due mesi di conflitto. Ed è qua che adesso focalizzeremo la nostra attenzione, sui tank presenti in un lungo e in largo sul vasto territorio dell'Ucraina: chi possiede i mezzi più potenti, la Russia o gli uomini di Zelensky? Sulla carta sono i russi a possedere i veicoli corazzati migliori ma non è tutto oro quello che luccica.

Un conflitto a due facce

Come detto, se è vero che a fine febbraio i mezzi a disposizione dei russi erano nettamente migliori e quantitativamente più numerosi rispetto agli ucraini, con il passare delle settimane la forbice si è assottigliata a tal punto che adesso ci si trova in una sostanziale parità, sia numerica che di forze, anche se non è escluso che siano i padroni di casa in vantaggio. Come è possibile? Il ribaltamento della situazione è dovuto, come detto, sia alla perdite russe che agli aiuti Nato all'Ucraina che riforniscono Kiev anche con i carri armati. C'è da dire, però, che l'esercito russo può contare su alcuni dei carri armati più potenti del mondo, i T90-MS contro i T-72 arrivati dalla Repubblica Ceca e dati in dotazione ai soldati ucraini.

Tank a confronto

Come spiegano gli esperti, il T-90MS è una versione modernizzata del carro armato principale T-90 (MBT) costruito dall'azienda russa Uralvagonzavod. Il carro ampiamente aggiornato possiede capacità di combattimento adatte agli attuali scenari di guerra offrendo una potenza di fuoco e una protezione superiori rispetto a quelle del suo predecessore. Può ospitare tre membri dell'equipaggio, tra cui un autista, un comandante e un artigliere. Il peso di combattimento del carro armato è di 48mila kg. Senza addentrarci in eccessivi tecnicismi, questa tipologia di tank può raggiungere una velocità di 60 km/h e un'autonomia di 550 km che lo rende, davvero, "imbattibile". Invece, il T-72 in dotazione all'Ucraina è di origine sovietica e prodotto nel 1969. Questa tipologoia è stata sviluppata dai T-64, penalizzato da costi elevati e una tecnologia non proprio all'avanguardia tant'é che sono rimasti in circolazione soltanto grazie ai successivi sviluppi. È una delle tipologie di carri armati più diffuse e, nonostante l'età, la sua produzione e lo sviluppo durano ancora oggi. Diciamo però che, tra i due, i più "forti" sono senz'altro quelli russi.

La differenza con gli Stati Uniti

Come si legge sulla rivista specializzata Hotcars, gli americano possono contare invece su "M1A2 Abrams", carri armati principali di terza generazione e alcuni tra i più pesanti al mondo. Attualmente esistono tre versioni operative della linea Abrams: la M1, la M1A1 e la M1A2. L'esercito americano stava progettando di sostituire i carri armati con il Future Combat Systems XM1202, ma il progetto è stato annullato. Adesso, l'esercito prevede di mantenere l'attuale Abrams e di aggiornarlo in ogni modo possibile. Gli Abrams sono gli unici carri armati principali attivi dell'esercito degli Stati Uniti fino ad oggi. La versione "SEP 3" o "M1A2C" è la versione aggiornata più moderna della linea. La nuova versione migliorata presenta sistemi e tecnologia molto avanzate, armature di prima classe e una potente potenza di fuoco.

Per quello che si sa, però, gli Stati Uniti li hanno venduti alla Polonia che li ha acquistati per 4,74 miliardi di dollari (250 carri) ma non fanno attualmente parte della flotta ucraina, ai quali gli Usa hanno dato soprattutto droni e altri sistemi per combattere contro i russi.

Ecco perché, tirando le somme, sulla carta Mosca è in vantaggio per quanto riguarda questi mezzi di terra. Il conflitto in corso da oltre due mesi, però, sta dimostrando quotidianamente quasi l'esatto contrario.

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