Francia, Sarkozy è ufficialmente sotto indagine

Dopo due giorni in stato di fermo, l'ex presidente francese Nicolas Sarkozy, è formalmente indagato per "corruzione passiva, finanziamento illegale della campagna elettorale e occultamento di fondi pubblici libici"

Francia, Sarkozy è ufficialmente sotto indagine

Dopo due giorni in stato di fermo, è arrivata la conferma: l'ex presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, è formalmente indagato per "corruzione passiva, finanziamento illegale della campagna elettorale e occultamento di fondi pubblici libici". Lo riferisce il quotidiano francese Le Monde. E adesso è tutta la struttura politica legata all'ex presidente a tremare.

Nicolas Sarkozy, il cui mandato da presidente iniziò nel maggio del 2007 per finire nel 2012, è stato preso in custodia martedì e interrogato dalla polizia giudiziaria. Il suo stato di fermo è finito soltanto questa sera, con l'annuncio dell'incriminazione. Insieme a lui, è stato interrogato anche Brice Hortefeux, ex ministro dell'interno di Nicolas Sarkozy dal 2007 al 2012.

Il caso dei 5 milioni sospetti è stato rivelato per la prima volta nel maggio 2012 dal sito web Mediapart, che aveva pubblicato un documento libico che citava i finanziamenti dalla Libia per la campagna presidenziale del 2007. Da allora, soprattutto grazie ad alcuni testimoni chiave, le indagini sono proseguite in maniera estremamente approfondita. E ogni tessere del mosaico ha iniziato a essere inserita nel posto giusto per trasformarsi in quell'accusa formale che oggi fra tremare tutta l'amministrazione francese.

Nel novembre del 2016, Ziad Takieddine, l'intermediario fondamentale di questo intreccio di affari, aveva affermato di aver portato cinque milioni di euro in contanti da Tripoli a Parigi da fine del 2006 all'inizio del 2007 per consegnarli a Claude Guéant e Nicolas Sarkozy. Claude Guéant, all’epoca solo capo della campagna elettorale di Sarkozy poi divenuto ministro dell’Interno sotto la presidenza di Sarkozy, riveste un ruolo centrale all'interno delle indagini. Guéant è stato incriminato il 7 maggio del 2015 per “falso e riciclaggio di denaro”. Ed è da lui che sono ripartire le indagini sul flusso di denaro.

Il problema è che il dossier è chiaramente molto più complicato. Ed esistono notizie abbastanza chiare di una complicità di una parte dei servizi. Difficile credere il presidente abbia agito da solo insieme al suo entourage rendendo possibile il trasferimento di denaro di tali quantità da Tripoli a Parigi. Gli investigatori devono tracciare la scia di molti flussi finanziari che coinvolgono diversi protagonisti.

Per ora, come riporta Le Monde, gli inquirenti ritengono di aver tracciato soltanto un percorso di denaro libico per il tramite di Alessandro Djouhri e Claude Guéant. Ma l'idea è che la rete sia decisamente più fitta.

Secondo molte indiscrezioni, diversi ex funzionari del regime di Gheddafi hanno consegnato nuove prove a conferma del sospetto di finanziamento illecito.

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