L'Ue si fa la polizia di frontiera: imposta anche ai Paesi contrari

Le guardie costiere saranno chiamate a difendere le frontiere esterne all'area Schengen. Francia e Germania vogliono imporle anche ai Paesi contrari: a decidere sarà la Commissione Ue

L'Ue si fa la polizia di frontiera: imposta anche ai Paesi contrari

Per difendere le frontiere esterne all'area Schengen, l'Unione europea avrà presto una nuova "agenzia europea dei confini e delle guardie costiere" che amplierà e sostituirà l’attuale Frontex. La proposta sarà formalizzata martedì prossimo dalla Commissione europea e i capi di Stato e di governo dei Ventotto potranno cominciare a discuterne già in occasione del vertice di giovedì e venerdì a Bruxelles. Ma la discussione si profila piuttosto controversa. Stando ad indiscrezioni del Financial Times, il progetto prevede che l’ultima parola su dove impiegare queste forze spetti alla Commissione Ue, anche contro l’esplicito rifiuto del governo del Paese.

"L'obiettivo - si legge nella bozza della proposta, un documento di oltre 100 pagine - è quello di arrivare a una gestione più integrata delle frontiere esterne dell’Ue, fra l’altro dando all’agenzia più competenze nei settori della gestione dei confini e dei rimpatri rispetto a quelle attuali di Frontex". Secondo la proposta della Commissione Ue, in caso di emergenza ai confini esterni di un Paese, l’intervento delle guardie che fanno capo alla nuova agenzia europea sarà possibile entro un tempo massimo di tre giorni. Le guardie di frontiera saranno messe a disposizione da parte dei Paesi utilizzando una piccola parte (nel testo si parla di una percentuale compresa fra il 2 e il 3% a seconda dei Paesi) delle guardie di frontiera nazionali.

Come si legge nel testo, gli interventi "richiederanno il voto a favore dell'esponente del paese in questione nel consiglio direttivo". "Le decisioni sulle attività specifiche dell’agenzia da svolgere ai confini di un Paese membro o nelle sue immediate vicinanze - è scritto nella bozza - dovranno essere approvate dal rappresentante dello stato nel consiglio direttivo dell’agenzia". Secondo fonti diplomatiche europee, però, potrebbe anche essere il Consiglio o la Commissione Ue a decidere sull’impiego delle guardie di frontiera europee, l’importante è che "il livello decisionale sia a Bruxelles" e che "si possa imporre l’invio, anche di fronte a Paesi riluttanti". A premere in questa direzione sono, in particolare, la Francia e la Germania.

Francois Hollande e Angela Merkel hanno avvertito il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, di come la sopravvivenza dell’area Schengen sia subordinata alla creazione di una forza da inviare alle frontiere esterne, in grado di sigillare i confini più permeabili.

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