Nizza, la strage dei bambini che guardavano i fuochi d'artificio

Tra le vittime dell'attentato di Nizza, anche alcuni bambini. Ma una donna ha partorito nella spiaggia vicino al luogo dell'orrore

Nizza, la strage dei bambini che guardavano i fuochi d'artificio

Una bambola stesa sull'asfalto. Il vestito rosa che si sposa tragicamente al rosso del sangue versato dalla sua bambina. Quella bambina che l'ha coccolata, curata, vestita e svestita per chissà quante volte. La strage di Nizza, 84 morti e centinaia di feriti, se avesse mai bisogno di un simbolo lo troverebbe proprio nell'innocenza spezzata dei pargoli. Hollande ha detto che tra le vittime ci sono "diversi bambini", 54 quelli feriti e molti i dispersi. La loro gioia asfaltata dalla barbarie terroristica.

La morte dei bimbi a Nizza

Eccola la speranza dell'Europa uccisa mentre guardava i fuochi d'artificio. Mentre festeggiava. Chissà se quella bimba ha chiesto con insistenza ai suoi genitori di portarla sulla Promenade des Anglais, sul lungomare, a vedere la festa di colori e botti. Botti, poi trasformatisi in spari. In morte. In dolore.

Il 14 luglio è la festa nazionale della Francia. Per molti non lo sarà più come prima. Non ci sarà più una presa della Bastiglia da commemorare.

Quel camion che è piombato sulla folla, gli spari. La fuga. L'orrore. I corpi dilaniati a terra, il sangue ovunque. I bambini. I bambini uccisi, i piccoli cadaveri a terra e le scarpette sparse lungo la via. Come è possibile sopportare il dolore di un'infanzia che non ci sarà più? Che senso ha questa barbarie?

Promenade des Anglais era piena di di famiglie. Pieno di vita. Nello stesso momento in cui il terrorista tunisino falciava anime in strada, una donna ha partorito in spiaggia una bambina. Una nuova vita.

Ecco allora, i due

simboli di Nizza. Il sorriso ignaro del neonato tra le braccia della mamma. E quella bambola con la sua padroncina, il sacrificio ingiusto del futuro dell'Europa spezzato da un tunisino. Un sacrificio che non si può accettare.

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