Petroliera scomparsa nello Stretto di Hormuz: si teme un sequestro

Una petroliera di piccole dimensioni è scomparsa il 13 luglio mentre attraversava lo Stretto di Hormuz. Potrebbe essere in mano iraniana

Petroliera scomparsa nello Stretto di Hormuz: si teme un sequestro

Una piccola petroliera chiamata Mt Riah è scomparsa tre giorni fa mentre faceva rotta su Dubai. La nave, battente bandiera panamense e di proprietà della società Prime Tankers, era molto attiva negli Emirati Arabi Uniti e stava attraversando lo Stretto di Hormuz mentre proveniva dal Golfo dell'Oman quando è scomparsa senza lasciare alcuna traccia. Dal 13 luglio infatti è impossibile tracciare la sua posizione dal momento che il suo transponder è stato spento e non risponde alle comunicazioni. Nessuna richiesta di soccorso è stata lanciata prima del lungo silenzio radio.

In base ai dati di tracciamento forniti dal sito “Marine Traffic”, la Riah ha smesso di inviare la sua posizione la sera di sabato. Il suo ultimo rilevamento risale alle 23:58 (ora locale) del 13 luglio quando era in prossimità dell’isola iraniana di Larak, considerato uno dei principali terminal di esportazione petrolifera dell’Iran. Soggetto a un pesante embargo per via delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Secondo fonti consultate della Cnn, la petroliera entrata in acque iraniane potrebbe essere stata sequestrata dalla Guardia Rivoluzionaria. Ora le forze emiratine si starebbero valutando l'opzione di violare le acque territoriali iraniane - magari attraverso l'invio di droni - per fare luce sull'accaduto e localizzare la petroliera.

Fonti governative statunitensi avrebbero riferito all'agenzia Associated Press che la petroliera potrebbe essere stata "sequestrata" mentre era al largo dell'isola di Qeshm, in acque territoriali iraniane. Sull'isola infatti sarebbe presente una base della Guardia Rivoluzionaria, che potrebbe aver sguinzagliato le sue navi armate veloci, i dhow , per abbordare la Mt Riah e condurla in porto. "Abbiamo credibili sospetti che sia stata presa. Potrebbe essersi rotta o essere stata rimorchiata per assistenza? Questa è una possibilità, ma per ora è una preoccupazione", hanno riferito le fonti ad AP. La Repubblica islamica iraniana ha dichiarato attraverso l'agenzia d'informazione ufficiale Irna di aver "soccorso" nei giorni scorsi una petroliera straniera che aveva lamentato un malfunzionamento, rimorchiandola in un porto iraniano. La notizia, che citava come fonte il ministero degli Esteri iraniano Abbas Mousavi, non forniva ulteriori informazioni sulla nave in questione e sul suo destino.

La Riah, 58 metri di lunghezza, nell'ultimo anno è stata utilizzata quasi esclusivamente negli Emirati Arabi Uniti, compiendo rotte regolari tra i porti di Sharjah e Fujairah, entrambi affacciati sul Mare dell’Oman, e da Fujairah a Dubai. I funzionari di Dubai hanno tuttavia tenuto a sottolineare che la petroliera non è operata o gestita da società degli Emirati; che non aveva a bordo personale emiratino; e che stanno: “ Monitorando la situazione con i nostri partner internazionali".

Negli ultimi tra mesi la nave non aveva mai spento il suo transponder per nessuno motivo, e questo potrebbe essere un vero segnale d'allarme. La petroliera potrebbe essere stata "soccorsa" e poi catturata dalla Guardia rivoluzionaria in risposta del sequestro della super-petroliera iraniana sequestrata dai Royal Marine inglesi mentre attraversava lo stretto di Gibilterra all'inizio di questo mese. La nave era diretta in Siria in violazione delle sanzioni dell'Unione europea. In un discorso tenuto martedì, l'ayatollah Ali Khamenei ha dichiarato che il suo paese avrebbe rivalutato il sequestro della propria petroliera che trasportava 2,1 milioni di barili di petrolio greggio e l'atto di "pirateria" condotto dai soldati britannici.

A partire dal 12 maggio ben sette petroliere di varie nazionalità sono state coinvolte in casi di sabotaggio e incidenti tra il Golfo Persico e il Mare dell'Oman.

Solo in uno di questi casi, l'ultimo, è stata certificata il coinvolgimento dei pasdaran iraniani, che hanno tentato di "avvicinare" una petroliera britannica rischiando lo scontro con i Royal Marine inglesi che erano arrivati sul punto di armare i cannoni e aprire il fuoco sulle imbarcazioni iraniane.

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