Profumi e schermi giganti: ecco il comizio della sinistra francese

Jean-Luc Mélenchon si presenta davanti ai suoi sostenitori a Nantes con un comizio "immersivo". Ma il costo di 300mila euro mal si addice a una campagna elettorale su salario minimo e tassazione

Profumi e schermi giganti: ecco il comizio della sinistra francese

Lo hanno chiamato un incontro "immersivo". È questo l'aggettivo per definire il comizio con cui Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra radicale francese, si è presentato davanti ai suoi sostenitori a Nantes. Il leader de La France Insoumise ha deciso di ripartire da un incontro fatto di nuove tecnologie e sensazioni olfattive, immagini ad altissima risoluzione e emozioni. Uno show che appare ben diverso dalla "ortodossia" di una certa sinistra post-comunista che punta teoricamente a seriose battaglie sociali ed economiche. Soprattutto poiché, come spiega Stefano Montefiori de Il Corriere della Sera, i costi hanno fatto storcere il naso a qualcuno: 300mila euro. Una cifra decisamente più alta del solito e che, utilizzata per sorprendere circa 4mila militanti, appare eccessiva. Se non altro perché qualche osservatore si è posto il problema di come far coincidere questo mix di visioni dallo spazio e profumi di bergamotto delle campagne francesi - tra l'altro mentre tutti obbligatoriamente indossavano mascherine FFP2 -con i cavalli di battaglia della sinistra di Mélenchon: dal salario minimo alle tasse.

Insomma, profumi e televisori in altissima definizione hanno raggiunto certamente lo scopo: sorprendere. Ma senza il rilancio di una sinistra unita e dei sindacati più battaglieri, questo futuristico "incontro olfattivo e immersivo" rischia di essere interpretato più come un qualcosa di esagerato e poco in linea con la sfida politica che attende La France Insoumise. Una sfida che riguarda non solo il futuro della sinistra francese, ma in generale della Francia stessa.

Le elezioni infatti sono alle porte. E se è vero che non è la prima volta che Mélenchon si lancia in questo tipo di spettacolari incontri politici - l'ultimo fu con gli ologrammi - è altrettanto vero che per lui e il suo partito si avvicina l'ora della verità. La campagna elettorale è iniziata e la sinistra, atomizzata in diversi partiti che giurano di non avere nulla che fare l'uno con l'altro, si avvicina a una clamorosa debacle. Il presidente Emmauel Macron appare sicuro di arrivare in testa al primo turno, mentre dietro di lui, in una sfida testa a testa, si scontrano Marine Le Pen e Valerie Pecresse. "Bisognava impressionare ed è quello che stiamo facendo!" ha urlato Mélenchon nel suo comizio multisensoriale. Ma l'emizione non è detto si trasformi in voti e per ora i sondaggi sono chiari.

L'ultima indagine pubblicata dal quotidiano Les Echos e realizzata da Opinion Way-Kea Partners conferma per il leader della France Insoumise un risultato intorno al 10%. E per gli altri partiti di sinistra le cose non vanno certo meglio: la candidata socialista Anne Hidalgo rischia di non raggiungere nemmeno il 4%, quasi a pari punti con il comunista Fabien Roussel. Non sembra risvegliare gli entusiasmi nemmeno la neocandidata Christiane Taubira, ex ministra.

In sostanza, tutti i partiti a sinistra di Macron raggiungono la quota di voti che prende il solo presidente con il suo movimento. Mentre gollisti e Rassemblent National duellano intorno a un 18 per cento, con Eric Zemmour arretrato all'11.

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