Le sanzioni alla Russia passano anche per i siti a luci rosse

Le sanzioni alla Russia passano anche per i siti per adulti? Sembrerebbe proprio di sì

Le sanzioni alla Russia passano anche per i siti a luci rosse

Sicuramente quando i vari presidenti delle nazioni vicine all'Ucraina hanno parlato di "sanzioni pesanti alla Russia", non si riferivano certo a quella riportata da molti account Twitter, ma la guerra e l'isolamento, verrebbe da dire, passano anche per i siti per adulti.

Dopo l'Eurovision, il mondo dello sport e della cultura, per isolare la Russia sarebbe sceso in campo anche Pornhub uno dei più grandi portali di video per aulti al mondo. Il condizionale in questo caso è d'obbligo ma la notizia sta facendo comunque molto discutere. Secondo quanto riportato dall'account Twitter @root_nomad, e poi ripreso da altre centinaia di account, Pornhub, che al suo interno contiene centinaia di altri siti a luci rosse, avrebbe bloccato gli utenti geolocalizzati in Russia.

Secondo quanto riportato, chiunque dalla Russia provasse ad accedere al sito si troverebbe davanti una schermata con un messaggio che informa che il contenuto è bloccato, e viene reindirizzato su un altro sito, dove comparirebbe una bandiera ucraina e un messaggio di supporto alla nazione sotto l'attacco russo.

Come detto non ci sono conferme ufficiali, ma migliaia di utenti in tutto il mondo hanno appoggiato e trovato questa misura di isolamento molto efficace. Prova è la "guerra" che nel 2016 il governo di Mosca perse proprio sui siti porno.

Il Servizio federale per la supervisione delle comunicazioni, la tecnologia dell'informazione e dei mass media, noto in Russia come Roskomnadzor aveva oscurato i maggiori, tra cui appunto Pornhub. Le proteste della gente furono tali che i due siti non vennero mai bloccati.

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