Corpi e orrore nelle fosse comuni. "Putin non si fermerà"

Nel villaggio di Vynohradne, alla periferia di Mariupol, i russi hanno seppellito i corpi senza vita di un migliaio di civili. In tutto il Paese i cadaveri gettati nelle fosse comuni sarebbero oltre 9mila

Corpi e orrore nelle fosse comuni. "Putin non si fermerà"

"Vladimir Putin non si fermerà all’Ucraina". Volodymyr Zelensky, soddisfatto per aver ricevuto le armi di cui Kiev ha davvero bisogno, è intanto tornato a lanciare l’allarme sui piani della Russia. Mosca, stando a quanto dichiarato dal presidente ucraino, non avrebbe infatti alcuna intenzione di fermarsi all’Ucraina. Intanto in tutto il Paese si continuano a scoprire nuove fosse comuni all'interno delle quali sarebbero stati gettati almeno novemila cadaveri. L'ultimo orrore a Mariupol arriva dal villaggio di Vynohradne, alla periferia di Mariupol, dove nelle ultime ore sono stati ritrovate oltre mille vittime di civili al suo interno.

La fosse comune di Mariupol

Mentre gli ultimi ucraini continuano a resistere a oltranza asserragliati nell’acciaieria Azovstal, i riflettori sono puntati sulla periferia di Mariupol. Nel villaggio di Vynohradne, sostiene il servizio stampa del consiglio comunale della città, i russi hanno seppellito i corpi senza vita di un migliaio di civili. "Le immagini satellitari scattate da Planet il 20 aprile mostrano una fossa comune lunga 45 metri e larga 25. Almeno 1.000 residenti di Mariupol uccisi dai fascisti russi possono essere sepolti qui", si legge nella nota.

Secondo il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenko, verranno trovati altri siti di questo tipo e le aree si espanderanno, perché il numero delle persone uccise in città si misura in decine di migliaia. "Questo è il più grande genocidio in Europa dall'Olocausto. Almeno 15.000 anziani e persone con malattie croniche possono morire a Mariupol. C'è una catastrofica carenza di acqua potabile, cibo e medicine nella città assediata. Gli occupanti sono indifferenti ai residenti di Mariupol. Ecco perché stiamo implorando il mondo di salvare la nostra gente. La città deve essere finalmente evacuata. Immediatamente", ha detto Boichenko.

Le prime indiscrezioni, raccolte osservando immagini satellitari analizzate e diffuse dalla società statunitense Maxar Technologies, sembravano mostrare più di 200 nuove tombe in un sito posizionato all’estrema nord-occidentale di Manhush, una città a circa 19 chilometri a ovest di Mariupol.

L’allarme di Zelensky

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che i partner occidentali hanno finalmente iniziato a fornire a Kiev le armi di cui ha davvero bisogno. "Siamo stati ascoltati finalmente" e l'Ucraina sta ricevendo "esattamente quello che abbiamo chiesto", ha detto Zelensky in un videomessaggio diffuso nelle scorse ore ripreso anche da Interfax.

Zelensky ha anche affermato che i commenti di un comandante russo sulla necessità di collegarsi con la Moldavia dimostrerebbero l'intenzione di Mosca di voler invadere altri Paesi. Il leader ucraino ha quindi fatto riferimento al Venerdì Santo che precede la Pasqua ortodossa. "Si conclude il Venerdì Santo, uno dei giorni più tristi dell'anno per i cristiani. Il giorno in cui la morte sembra aver vinto. Ma - ha detto - speriamo in una risurrezione. Crediamo nella vittoria della vita sulla morte.

E preghiamo affinché la morte perda".

E nei prossimi giorni, intanto, Zelensky dovrebbe incontrare a Kiev sia il premier italiano Mario Draghi che il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.

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