New York autorizza i clandestini a ottenere la patente di guida

Forti critiche alla riforma appena entrata in vigore sono state espresse dagli esponenti del Partito repubblicano nello Stato di New York

New York autorizza i clandestini a ottenere la patente di guida

Lo Stato di New York ha appena approvato una legge che autorizza gli immigrati irregolari a ottenere la patente di guida.

L’Empire State diventa, di conseguenza, la tredicesima entità federata Usa a varare una normativa del genere, subito indicata dai media nazionali come un “atto di sfida” alle politiche migratorie promosse finora da Donald Trump.

Lo Stato della East Coast, roccaforte del Partito democratico, ha infatti adottato una riforma che dispone il rilascio della patente a chiunque, indipendentemente dallo status di immigrato clandestino posseduto, supererà l’esame di idoneità alla guida. I residenti stranieri intenzionati a sottoporsi al test in questione non dovranno più presentare alle autorità cittadine, per l’ammissione alle prove teoriche e pratiche, un regolare visto di ingresso negli Usa o un permesso di soggiorno in territorio federale, ma potranno partecipare all’esame esibendo, come documento di identità, nient’altro che un passaporto non scaduto o una regolare autorizzazione a condurre veicoli rilasciata dal governo del Paese di origine.

La legge appena entrata in vigore, approvata dal Senato locale con una maggioranza di 33 voti contro 29 e immediatamente sottoscritta da Andrew Cuomo, governatore liberal dello Stato, contiene anche una disposizione che, a detta del network Nbc, sarebbe stata aggiunta all’ultimo momento proprio su impulso dell’esponente democratico. Cuomo avrebbe infatti direttamente esercitato “pressioni” sui membri del parlamento di New York riconducibili al suo partito affinché introducessero nel testo normativo un articolo finalizzato a vietare, ai funzionari statali preposti a esaminare i documenti personali esibiti dai candidati all’esame di guida, di comunicare agli uffici-immigrazione federali i nominativi degli stranieri in condizione di clandestinità. La trasmissione agli ufficiali governativi delle informazioni personali in questione potrà avere luogo, recitano le nuove disposizioni, solo dietro autorizzazione di un giudice.

Sempre secondo la Nbc, la riforma votata dai democratici dello Stato di New York sarebbe stata fortemente voluta dagli ambienti imprenditoriali. In particolare, il Business Council of New York State, la più grande organizzazione rappresentativa delle aziende locali, avrebbe sollecitato il governatore Cuomo a rimuovere gli impedimenti legali al conseguimento della patente da parte degli immigrati irregolari al fine di permettere a questi ultimi di “non avere difficoltà a recarsi al lavoro in auto” e di non arrecare, di conseguenza, “brusche interruzioni” all’attività economica delle ditte che li hanno assunti.

Anche ong pro-migranti come la New York Immigration Coalition avevano esortato con forza gli esponenti liberal dello Stato a varare un provvedimento diretto ad attenuare il rigore delle leggi anti-clandestini. All’indomani dell’entrata in vigore della recente riforma, tale associazione ha quindi subito elogiato la decisione di Cuomo come un’iniziativa che va “in direzione palesemente contraria” alle“politiche dell’odio” propugnate, a suo dire, dall’attuale amministrazione federale.

La valenza anti-Trump della normativa sulla “patente facile” agli stranieri irregolari è stata appunto evidenziata da Luis Sepúlveda, esponente dem all’interno della Camera alta statale in rappresentanza del distretto del Bronx: “Mentre gli immigrati sono diventati capri espiatori per tutti i mali del nostro Paese, lo Stato di New York ha l'opportunità di dimostrare il suo coraggio e la sua forza e di sostenere le comunità emarginate”. La recente legge, sostiene il senatore, “non solo fornirà agli immigranti irregolari un mezzo legale per ottenere una patente di guida, ma avrà un impatto positivo sulla crescita economica, sulla sicurezza stradale e contribuirà a mantenere la coesione familiare".

Forti critiche all’indirizzo delle disposizioni care ai liberal e agli ambienti pro-migranti sono state invece lanciate dal Partito repubblicano. Robert Ortt, membro del Senato newyorchese per il distretto di North Tonawanda, ha infatti affermato che la riforma disposta da Cuomo è intesa a “ricompensare i soggetti che hanno violato le leggi americane sull’immigrazione”. Egli ha poi tuonato: “Quella normativa è un insulto ai principi del vivere civile e alle esigenze di ordine e sicurezza. La mossa del governatore democratico va contro il diritto sovrano degli Stati Uniti di difendere i loro confini e di decidere chi può entrare e chi no nel nostro territorio”.

Ortt ha infine denunciato: “I liberal hanno messo sotto i piedi il concetto di immigrazione regolare. Hanno ridicolizzato il significato profondo di essere uno straniero legalmente residente in territorio americano”.

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