"Prelevati da uomini armati": rapiti tre italiani in Mali

I tre, rapiti assieme a un cittadino togolese, avrebbero doppia cittadinanza e sarebbero membri della Congregazione dei Testimoni di Geova

"Prelevati da uomini armati": rapiti tre italiani in Mali

Tre italiani sono stati rapiti in Mali. La notizia è arrivata in primo luogo da fonti locali, ma è stata ripresa anche dall'agenzia spagnola Efe e rilanciata sui media iberici. I tre italiani corrisponderebbero a una coppia originaria di Potenza presente nel Paese africano assieme al loro figlio. Ci sarebbe poi con loro un altro soggetto rapito, ma di nazionalità togolese.

Da parte della Farnesina sono arrivate prime parziali conferme. "In relazione alla notizia apparsa su taluni organi di stampa relativa al sequestro in Mali di 3 cittadini italiani - si legge in una nota del nostro ministero degli Esteri - la Farnesina rende noto che l'Unità di Crisi del Ministero degli Esteri sta compiendo le dovute verifiche e accertamenti. Il Ministro Di Maio sta seguendo in prima persona l'evolversi della vicenda". Ulteriori dettagli sono emersi da media locali. Africa Express, citando un proprio corrispondente da Bamako, capitale del Mali, ha riferito che in effetti le autorità locali hanno notizia del rapimento di quattro persone, di cui tre italiane.

Si è saputo qualcosa in più anche sull'orario del rapimento e sulla località. In particolare, tutto sarebbe avvenuto nella serata di giovedì nella cittadina di Sinzina. Si tratta di una zona ricadente all'interno del circondario di Koutiala, nel distretto di Sikasso. Bamako rispetto a questa regione si trova a ovest, distante circa 400 km.

La zona in questione quindi è quella sud orientale, non immune da episodi del genere. Il Mali da anni è una delle nazioni meno sicure del Sahel per via dell'avanzata jihadista in molte regioni. A preoccupare sono soprattutto le province settentrionali, dove tra il 2012 e il 2013 erano stati costituiti anche dei califfati islamici.

Ma le regioni sud orientali sono anch'esse soggette alla violenza sia di gruppi estremisti che di criminali comuni. Si trovano infatti vicino al confine con il Burkina Faso, un territorio difficile da controllare e che risente dell'instabilità del Paese confinante.

Dunque l'episodio purtroppo potrebbe rientrare in uno dei tanti casi di rapimento capace di coinvolgere negli anni soprattutto cittadini occidentali. Il più delle volte i gruppi di rapitori chiedono poi il riscatto, vera arma economica per finanziare le proprie attività illecite. In tutto il Mali poi la situazione è altamente delicata per via dei recenti colpi di Stato che hanno sconvolto la politica locale e il già fragile equilibrio istituzionale del Paese subsahariano.

I tre italiani rapiti avrebbero, secondo il Corriere, doppia cittadinanza ed erano in Mali già da diverso tempo. Inoltre, come dichiarato da un funzionario di Koutiala all'Ansa, la coppia italiana assieme al togolese faceva parte di una comunità di Testimoni di Geova.

Circostanza però in parte messa in discussione da quanto dichiarato dalla Congregazione dei Testimoni di Geova all'AdnKronos, secondo cui non ci sono propri missionari nel Mali. Forse, è l'ipotesi a questo punto più accreditata, i tre erano nel Paese africano a titolo personale.

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