Jobbik vuole l'esercito ai confini: "Ecco come fermare i migranti"

A ilGiornale.it il leader del partito, Gábor Vona, chiede il pugno duro per risolvere l’emergenza immigrazione: "Questa Europa è malata!"

Jobbik vuole l'esercito ai confini: "Ecco come fermare i migranti"

Proteste e scontri a Budapest, nelle stazioni da dove partono i treni diretti in Germania e Austria, centri per i rifugiati al collasso, 8.792 ingressi illegali registrati solo nelle ultime 72 ore: in Ungheria è sempre più emergenza immigrazione. E mentre dall’Ue piovono nuove critiche sul muro di Orbán, c’è chi propone di schierare l’esercito lungo i confini, per bloccare gli ingressi. Ѐ Gabor Vona, il trentasettenne leader di Jobbik, l’ultradestra ungherese, che spiega a IlGiornale.it il punto di vista del suo partito sull’emergenza immigrazione.

Non c’è muro che tenga: il flusso di migranti dai Balcani continua e sembra inarrestabile. Quali sono le vostre proposte a questo punto?

Per Jobbik c’è bisogno innanzitutto di sfatare due falsi miti. Il primo è che l’immigrazione sia solo una questione umanitaria. Non è così. Certamente, alcuni fra i migranti sono rifugiati. Ma molti fra coloro che arrivano sono “migranti economici”, che vengono portati qui da organizzazioni criminali internazionali, che gestiscono questo racket traendone grandi profitti. L’83% dei migranti che arrivano in Ungheria, inoltre, sono uomini e il tasso di donne e bambini fra loro non è quindi così alto come afferma la sinistra. La seconda illusione dalla quale dobbiamo svegliarci è che l’Unione Europea possa trovare una soluzione a questa emergenza. Non lo farà. Ammesso che riescano ad adottare qualche provvedimento, lo faranno troppo tardi e si tratterà di misure inefficaci. Ogni Paese europeo oggi è abbandonato a sé stesso. Per questo occorre usare il buon senso, altrimenti i problemi diventeranno enormi. Per questo vogliamo la chiusura dei confini e il blocco degli ingressi dei migranti.

Lei fa una distinzione tra migranti economici e rifugiati provenienti da aree di conflitto. Questi ultimi, invece, sareste pronti ad accoglierli?

Lo siamo, ma per un numero minimo. Credo che ai rifugiati siriani dovrebbe essere offerta accoglienza nei Paesi confinanti piuttosto che in Europa.

Riguardo la seconda “illusione”, cosa dovrebbe fare l’Unione Europea per aiutare l’Ungheria a fronteggiare questa emergenza?

Sfortunatamente l’Ue è molto malata. Mi citi un problema europeo che questa Unione impotente sia riuscita a risolvere negli ultimi anni? Grecia, Ucraina, crisi economica e recessione, terrorismo, immigrazione…

Jobbik ha votato a favore della costruzione del muro al confine con la Serbia, proposto dal partito di governo Fidesz. In realtà la barriera si è dimostrata molto labile e poco risolutiva…

Il governo in questi mesi ha dimostrato di non volere una soluzione ma solo qualcosa che appaia comunicativamente come una soluzione. Le misure del premier sono state solo mere operazioni di marketing, che però hanno fallito la prova della realtà. Ad esempio, i lavori di costruzione del muro sono iniziati molto in ritardo e senza disponibilità di personale adeguato. Il progetto aveva molti difetti, ed è fallito prima di essere realizzato. La verità è che il governo non vuole prendersi la responsabilità di respingere i migranti.

Cosa pensano gli ungheresi di questa situazione?

Hanno paura, perché percepiscono che nessuno è in grado di affrontare questa emergenza, né l’UE né lo Stato ungherese. Mi creda, gli ungheresi sono ospitali e compassionevoli, ma questo è troppo. Tutti hanno paura che da Paese di transito l’Ungheria si trasformi nella destinazione finale dei migranti, se la Germania e l’Austria decidessero di chiudere i confini.

Pensa davvero che l’Ungheria possa diventare un Paese di destinazione?

Sfortunatamente si, e per la nostra economia sarebbe un peso troppo grande da sopportare. Anche l’integrazione sarebbe problematica: è noto che gran parte della società ungherese ha avuto in passato molti problemi ad integrarsi con la forte minoranza Rom presente nel Paese. Immaginiamo che questo debba ripetersi oggi con migliaia di migranti che hanno un background culturale completamente differente.

Venerdì prossimo presenterete in parlamento una proposta di modifica della costituzione, per poter schierare l’esercito a difesa dei confini. Il dispiegamento dei 2.500 “border hunters” annunciato da Orbán non era sufficiente?

La polizia non riesce a gestire la situazione. Per questo crediamo che debba essere schierato l’esercito, equipaggiato con strumenti non letali, per respingere i migranti al confine ed arrestare i flussi. Per fare questo serve una modifica della costituzione, perché le disposizioni attuali non sono chiare in questo senso. Riguardo la forza speciale annunciata da Orbán, pensiamo che sia un altro trucco mediatico del governo. Fidesz sta provando a inventarsi qualcosa che sia paragonabile alle nostre proposte, perché già pensa alla prossima campagna elettorale, in cui ci sfideremo direttamente.

Quindi pensate che l’emergenza legata ai flussi migratori porterà in qualche modo una crescita di consensi attorno al vostro partito?

Jobbik vincerà le prossime elezioni a prescindere

dall’emergenza immigrazione di questi giorni. Per questo motivo, se il governo su questo tema prenderà delle decisioni che riteniamo giuste, le appoggeremo, al contrario, voteremo contro. Perché per noi questa è una causa nazionale.

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