Un musical molto «regale»

Otto milioni di spettatori in tutto il mondo. Otto anni di repliche a Londra. E finalmente il debutto a Roma, domani sera al teatro Brancaccio. È We will rock you, il musical ideato dai Queen e scritto da Ben Elton, che rimarrà in scena fino al 7 marzo. Fortemente voluto da Brian May e Roger Taylor, chitarrista e batterista della storica band inglese, lo spettacolo ha ottenuto un successo senza precedenti. Da quando è apparso sulla scena londinese, il 12 maggio 2002, ha conquistato premi e riconoscimenti in tutto il mondo. Nell’agosto del 2005 è diventato lo spettacolo rappresentato per più tempo al Dominion Theatre, storico palco della capitale britannica, superando il record di Grease. Record che nel frattempo, dopo altri cinque anni, è diventato pressoché imbattibile, considerando anche che il Dominion è uno dei più grandi teatri del West End, con i suoi duemila posti. We Will Rock You, basato integralmente sulle canzoni dei Queen, racconta un futuro ipotetico. Ambientato in un luogo anticamente chiamato «Terra», ora ribattezzato «Pianeta Mall», dipinge un mondo vittima della consumismo globalizzato. I ragazzi guardano gli stessi film, ascoltano la stessa musica generata da un computer, indossano gli stessi vestiti e non hanno pensieri e opinioni individuali. Sul pianeta il rock è bandito e i suoi seguaci vivono in clandestinità. Tra questi c’è Galileo, che rifiuta di conformarsi alla massa, al grido di I want to break free.
La versione italiana del musical presenta qualche differenza rispetto all’originale: i dialoghi tra un brano e l’altro sono adattati in italiano, alcune canzoni (Radio Ga Ga e No-one but you) sono tradotte nella nostra lingua, e i Bohemians, con una scelta oggettivamente discutibile, prendono il nome di celebrità della musica italiana. Così, tra le canzoni dei Queen, sfilano sul palco Raffaella Carrà, Toto Cutugno, Riccardo Cocciante, Vasco Rossi e Zucchero. Difficile pensarli vicino all’ingombrante figura di Freddie Mercury, a dire il vero.
Il successo mondiale di We will rock you ha dato nuovo impulso alla carriera dei Queen superstiti, tant’è che Brian May e Roger Taylor negli scorsi anni hanno intrapreso due fortunate tournée con Paul Rodgers, riportando sui palchi di tutto il mondo le canzoni del quartetto.
D’altronde We will rock you è cantato e suonato integralmente dal vivo, quindi chitarrista e batterista hanno voluto verificare personalmente che tutto funzionasse al meglio, per riprodurre nei minimi dettagli le enfatiche sonorità dei Queen.

Alla fine della prima rappresentazione milanese May è salito sul palco a sorpresa, unendosi alla band. Chissà che anche a Roma non decida di fare un regalo agli appassionati.
La versione italiana dello spettacolo è diretta da Maurizio Colombi.

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